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Visualizzazione dei post da 2026

L'esodo di Ceuta, un pretesto per minare l'unità dell'Europa

Sospendere la libera circolazione delle persone prevista da Schengen è solo un'azione dimostrativa Colpiscono molto le immagini di una folla di marocchini, in gran parte giovani maschi ma anche famiglie, che superavano la barriera tra l'exclave spagnola Ceuta e il Marocco. La maggior parte è arrivata a nuoto. Si getta su questo lembo di terra spagnola un popolo di "dannati della terra", che non hanno altro che il proprio corpo. Forse 60 mila persone, entrate in un`exclave sulla costa africana (appartenente alla Spagna dal 1668), abitata da 83.600 residenti. Si può immaginare lo sconcerto e il timore della popolazione di Ceuta. Il dramma di Ceuta è stato visto come immagine dell'invasione dei popoli del Sud verso un'Europa ricca e attrattiva.  Nella nostra politica reattiva sui social e nelle dichiarazioni, si è scatenata la colpevolizzazione del Governo spagnolo accusato dall'Italia e da vari altri Paesi europei di aver provocato l'esodo dei marocchi...

Cultura e sport sono strumenti di dialogo, non di divisione

Un gruppo di tifosi accoglie la Nazionale dell'Iran all'arrivo in Messico Biennale di Venezia, l'Iran ai Mondiali, ora il caso di Pirlo: quando è giusto che la politica intervenga? L'Unione europea ha revocato il finanziamento alla Fondazione Biennale di Venezia, per contrastare la riapertura del Padiglione Russia (chiuso dopo l'invasione russa all'Ucraina) all'Esposizione internazionale d'arte. Il Padiglione, situato nei Giardini della Biennale tra gli altri dei Paesi stranieri, appartiene alla Russia. La sua storia risale al 1914: fu realizzato dall'allora impero russo, poi gestito dall'URSS e, dopo la sua fine, dalla Repubblica federale russa. Come si vede, una storia lunga, passata attraverso regimi differenti.  L'Unione europea ha dichiarato che non finanzierà la Biennale (peraltro su programmi estranei all'esposizione russa): «La cultura», ha detto il portavoce dell'Unione, «finanziata con il denaro dei contribuenti europei de...

Il Mozambico tradito: i giovani senza futuro né via di fuga. La crisi dei migranti africani rivela diseguaglianze, paure e nuove chiusure

Migranti originari del Malawi in attesa di essere rimpatriati dal Sudafrica - Giugno 2026 regione del KwaZulu-Natal Giugno 2026 - Foto da Facebook Sono stato in Mozambico pochi giorni fa. Conosco questo Paese dell'Africa australe da vari decenni e non cessa di sorprendermi.  Recentemente molti migranti mozambicani sono stati respinti dal Sudafrica. Ci sono stati parecchi maltrattati e cinque di essi sono stati uccisi.   Lo stesso dramma è stato vissuto dai migranti dal vicino Malawi, paese molto povero. Il dramma ha toccato anche i migranti dello Zimbabwe (quasi un milione) e altri provenienti dalle lontane Etiopia e Somalia. I migranti, stimati tra il quattro e il cinque per cento dei residenti in Sudafrica, contribuiscono peraltro all'economia del Paese.  Inizialmente, in Sudafrica, c'era una legislazione favorevole all'accoglienza ispirata dagli ideali panafricani. Poi c'è stata una stretta. E' cambiata la mentalità dei sudafricani, per cui i migranti sono ...

Lo strappo dei lefebvriani: una dolorosa deriva settaria

Un momento delle ordinazioni episcopali del I Luglio a  Ecône - Foto da Facebook Ignorando l'accorato appello di Leone XIV, hanno ordinato quattro vescovi La settimana scorsa, a Ecône , in Svizzera, sono stati ordinati quattro vescovi, senza mandato del Papa, da Bernard Fellay e da Alfonso de Gallareta, già consacrati all'episcopato da monsignor Marcel Lefebvre nel 1988. Per questo, scomunicati.  La Fraternità di San Pio X, fondata da Lefebvre per dare una formazione preconciliare, vuole continuare con nuovi vescovi e preti. Come una Chiesa scismatica.  Leone XIV ha pregato di evitare le ordinazioni, che portano alla scomunica e allo scisma. Il superiore della Fraternità ha affermato: «Noi vogliamo servire e amare la Chiesa».  Ma quale Chiesa? Non quella di Leone XIV che, per loro, ha ceduto al modernismo e al protestantesimo, tradisce la tradizione con la Messa in lingua parlata e non in latino, propugna la libertà religiosa e il dialogo con i non cattolici...

Ogni vita che giunge da lontano ci chiede se siamo ancora umani

Papa Leone XIV a Lampedusa sosta presso la Porta d'Europa il 4 Luglio - Foto Suore Guanelliane I1 4 luglio, 250° anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti, Leone XIV è a Lampedusa, alla Porta d'Europa, simbolo di speranze e attese di tanti migranti, spesso deluse (e drammaticamente con la morte). Il primo Papa americano non è a Washington per celebrare l'Indipendenza, come taluni speravano negli Usa. Non è il suo posto, perché è un "pastore universale".  Però Leone è un vero americano, figlio dei migranti che hanno fatto la storia americana: ha origini francesi, italiane, spagnole e creole della Louisiana. È anche cittadino del Perù, dove il 10% degli abitanti è emigrato (100 mila in Italia). La sua storia, come quella di Bergoglio, mostra quanto l'emigrazione abbia costruito una parte importante del mondo.  Eppure, da qualche decennio, i migranti sono additati come una pericolosa invasione. In un mondo in cui si teme il futuro, in cui siamo più s...

Sparito il "Noi", l'"Io" è solo in un mondo complicato. Nell'era dell'intelligenza artificiale diventa essenziale ricomporre il tessuto sociale

«Se guardiamo le dinamiche mondiali» - si legge nella Magnifica Humanitas di Leone XIV - «ri- conosciamo sempre più chiaramente l'espandersi di una cultura della potenza fatta di polarizzazioni e violenze». Questa cultura normalizza la guerra (anche con l'intelligenza artificiale, che rende le armi autonome dalla decisione umana): «Viviamo in un tempo di notevole cecità spirituale e culturale».  La rivista Le Grand Continent parla del mondo odierno come di un «impero dell'ombra». Quale alternativa per chi vuole un utilizzo responsabile della tecnologia? La domanda è seria e rivela la nostra debolezza di fronte ai signori dell'IA. Questi, sovente, si sentono un'élite che deve rivoluzionare il mondo, ma sono agganciati a modelli tradizionalisti, tanto che si parla di «accelerazione reazionaria». Spesso nella gente comune - dice il Papa - si insinua «una forma elegante di resa» di fronte a un presente troppo complicato. Tra il diluvio di informazioni che sfida la n...

Il dramma dei migranti diventi esame di coscienza per il mondo

Papa Leone XIV incontra i migranti a  Las Palmas de la Gran Canaria l'11 Giugno - Foto Vaticano Il monito di Leone XIV dalla Spagna: «La Chiesa s'inchina davanti alla dignità dei profughi» I1 viaggio di Leone XIV in Spagna ha portato un messaggio al Paese, ma ha anche parlato all'Europa. Il Papa ha visitato un Paese europeo dall'antica tradizione cattolica, segnato da una profonda secolarizzazione. Il fenomeno ha alle spalle anche una reazione a quella Spagna, figlia dell'alleanza tra Chiesa e regime franchista, per quasi 40 anni fino al 1975. La Spagna antifranchista, laica, favorevole a nuovi diritti della persona, ostile al modello cattolico di ieri ma anche di oggi, è una componente importante della società. Ma si è visto con sorpresa, specie nei giorni di Madrid, quanta gente - tanti giovani - sia accorsa a partecipare ai momenti liturgici e di preghiera. Il fenomeno è stato più contenuto a Barcellona, anche se sono state importanti le celebrazioni alla Sagrada...

Aoun, l'ultima occasione per salvare il Libano martoriato: il presidente di questo fragile Stato chiede il disarmo di Hezbollah e il dialogo con Israele

Un ritratto del presidente del Libano,  Joseph Khalil Aoun, nel suo studio - Foto Wikimedia Commons da Commissione Europea   I1 presidente del Libano, Joseph Khalil Aoun, ha parlato chiaro a iraniani e israeliani. Ai primi ha chiesto di non usare il Libano, tramite gli sciiti di Hezbollah, nella lotta contro Israele.  Ai secondi, che stanno occupando sempre più il Paese, ha detto: «Volete davvero vivere in pace? Se è così sediamoci e parliamone». Verso gli Hezbollah, unico movimento armato, è stato duro: «Possono trascinare il Paese intero in una guerra prolungata, ma anche loro non raggiungeranno mai il loro obiettivo».  Bisogna negoziare per salvare il Libano, che rischia di essere dilaniato dalla crisi regionale. Aoun, non molto noto internazionalmente, s'è imposto all'attenzione di tutti, pur essendo il suo Paese un "vaso fragile" nella regione.  Dal 1948, con la nascita dello Stato d'Israele, si sono riversati in Libano i palestinesi, oggi 500 mila, tu...

Solo con comunità vive si alimenta una fede viva

Messa nella basilica della Santissima Annunziata a Genova - Foto Sant'Egidio In Francia ci sono tanti nuovi battezzati: ma la solitudine resta forte nella Chiesa Un vescovo francese, all'ultima assemblea della Cei, ha ricordato l'elevato numero di battesimi di adulti per Pasqua nel suo Paese. Ha fatto eco a una domanda della Chiesa di Francia: in quali comunità cresceranno questi neobattezzati? La questione tocca anche la Chiesa italiana: quali i luoghi in cui vivere con gli altri il Vangelo? Si parla di parrocchia, ma questa ha molti volti: da quelli più ricchi e abitati a quelli più poveri e scarni. Ho conosciuto la vicenda di una donna, catechista per una vita nella sua parrocchia che, divenuta anziana, non ce l'ha fatta più a vivere a casa da sola ed è finita in un istituto lontano, dove nessuno o quasi la visitava.  Ho ripensato a questa storia, ascoltando l'introduzione del cardinale Zuppi all'assemblea della Cei: «Ci sono anziani che non aspettano più ne...

USA e Cina, potenze "amiche" per necessità ma non per scelta

  Foto da White House È nato il G2: il mondo è interconnesso e l'instabilità danneggia gli interessi di tutti Il vertice sino-americano ha consacrato il duopolio globale: Cina e Stati Uniti si riconoscono partner allo stesso livello. Nasce quello che gli esperti chiamano G2, che finora gli americani non avevano voluto accettare. Trump non aveva scelta. La potenza tecnologico-militare di Pechino e la sua penetrazione nei mercati sono evidenti. Ma la Cina di Xi Jinping non prende il posto che fu dell'Urss: la situazione è diversa. Durante la Guerra fredda le due superpotenze si erano spartite il mondo in zone d'influenza, dopo aver deciso di non combattersi. L'una era il contraltare dell'altra: si spiavano, ma non cooperavano.  Oggi i due grandi competono in molti settori, dalla tecnologia al militare, dalle terre rare all'energia, dalla manifattura allo spazio, ma sono costretti a cooperare, perché dipendenti l'uno dall'altro in tanti settori. Ad esempi...

Leone XIV, il coraggio gentile di un Papa in un mondo inquieto

I giovani salutano il Papa all'università "La Sapienza" di Roma il 14 Maggio A un anno dall'elezione il Pontefice americano mostra il volto di una Chiesa che parla di pace Si è compiuto un anno dall'elezione di Leone XIV ed è ormai una figura familiare. Ma chi è papa Leone?  Mi sono messo a leggere il volume, pubblicato dall'Editrice Vaticana, dei suoi discorsi da priore generale dell'Ordine agostiniano dal 2001 al 2013. Un periodo difficile, apertosi con 1'11 settembre 2001, gli attentati terroristici contro gli Stati Uniti, e conclusosi con la rinuncia di Benedetto XVI e l'elezione di Francesco. Nei discorsi di Prevost, centrati sulla Bibbia, l'eredità di sant'Agostino e le problematiche dell'Ordine, si sente però sempre presente la storia del mondo. Anche oggi il Papa legge e predica la Parola di Dio nella storia del nostro tempo.  Il primo discorso del priore Prevost, in visita alle comunità agostiniane nel mondo, è nel 2001, in N...

Cattolici e anglicani alla ricerca di un'unità perduta

Foto Vatican Media La prima donna nominata Primate d'Inghilterra ricevuta dal Santo Padre La settimana scorsa la nuova primate anglicana, Sarah Mullally, è stata ricevuta da Leone XIV. Ad alcuni è apparso strano vedere un vescovo donna con il Papa. Un cambiamento cattolico?  In realtà il cambiamento è avvenuto nella Chiesa anglicana, che ha cominciato a ordinare donne prima prete e poi vescovo (la prima ordinazione episcopale femminile è del 2015). La Chiesa anglicana, che ha come governatore re Carlo III, è molto attenta alle istanze della società, tra cui il ruolo della donna, e ha optato per le ordinazioni femminili. Per questa e per altre scelte gli anglicani hanno perso una parte consistente della vivace componente africana, da cui è venuto un rifiuto della Mullally come leader spirituale. Le Chiese anglicane di Nigeria (25 milioni di fedeli), Kenya, Ruanda e Uganda hanno creato un coordinamento tra loro, rompendo con la comunione anglicana. Nel 2009 Benedetto XVI provvide a...

Vangelo, pace e unità della Chiesa: i pilastri di un Papa coraggioso

Papa Leone partecipa ad una preghiera ecumenica all'interno del Colosseo il 28 Ottobre - Foto Sant'Egidio  Eletto un anno fa, Prevost ha annunciato la "forza debole" della fede, nel solco di Francesco «Navighiamo a vista, l'unica cosa sicura è che non sarà un Papa americano!», mi disse un'illustre personalità alla vigilia del Conclave. Invece è stato eletto un Papa americano che, fin dall'inizio delle votazioni, ha raccolto il maggior numero di voti. Non perché americano, ma perché uomo dell'universalità della Chiesa, con diverse esperienze (missionario, superiore di un ordine religioso, vescovo di una diocesi peruviana complessa, prefetto dei vescovi in Curia).  Apparso alla loggia di San Pietro, Urbi et Orbi , con quel misto di simpatia e riservatezza, Leone XIV ha letto un discorso che esprime i suoi primi pensieri da Pontefice: «Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio. Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano c...

La teologia della prosperità trasforma la religione in strumento di legittimazione politica

Alcuni pastori affiliati all'Ufficio per la fede della Casa Bianca si riuniscono in preghiera attorno al Presidente Donald Trump - Foto White House/Molly Riley La foto di Donald Trump nello studio ovale della Casa Bianca circondato da vari pastori che lo benedicono e pregano per il successo in guerra colpisce molto. La piccola folla attorno al presidente quasi trasforma la sua scrivania in un altare. Rappresentano il mondo neo-protestante, carismatico evangelicale: tanti frammenti, ma uniti dal letteralismo biblico, il conservatorismo sociale, l'opposizione al liberalismo e alla cultura woke .  Tante iniziative religiose di profeti o fondatori ora sono diventate una potente lobby di nazionalismo cristiano. Durante il pranzo pasquale alla Casa Bianca, di fronte a un Trump assorto, la pastora Paula White, capo dell'Ufficio per la fede della presidenza, ha proclamato: «Signor Presidente, nessuno ha pagato un prezzo pari a quello che ha pagato lei... è stato tradito, arresta...

L'attacco di Trump al Papa che chiede ai signori della guerra di fermarsi

   Papa Leone XIV saluta i giornalisti durante il volo verso Algeri il 13 Aprile - Foto Da Vatican News Leone: «Basta con l'esibizione della forza». E il tycoon risponde con una critica senza precedenti Per la prima volta nella storia un presidente americano attacca direttamente il Papa: «L'atteggiamento di Leone, troppo debole, sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio». Ha aggiunto: «Leone dovrebbe essermi grato... Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano».  Cos'è successo? Il tutto per un Rosario. Sabato scorso, Leone XIV ha invitato a pregare per la pace proprio con un Rosario a San Pietro. Sulla piazza c'era gente. La risposta, a Roma e altrove, è stata forte. La Chiesa è ormai impegnata a combattere la buona battaglia per la pace, mentre c'è guerra in Ucraina, le trattative tra americani e iraniani sono a rischio, il Libano è sconvolto, in Sudan si combatte da tre anni.  Il Papa, umile e f...

Pena di morte per i palestinesi: l'ennesimo atto di guerra. Il Parlamento di Israele vara una legge controversa, fra le proteste internazionali

  Il 3 Aprile a Beit Jala, nei pressi di Betlemme, un gruppo di israeliani e palestinesi protesta contro la legge sulla pena di morte approvata dalla Knesset - Foto da Combatants for Peace Lo Stato d'Israele ha abolito la pena di morte nel 1954 per i crimini ordinari e in tempo di pace. È prevista tuttavia nella legislazione militare e anche per crimini contro l'umanità, contro il popolo ebraico e per tradimento. Nel 1962 venne condannato a morte Adolf Eichmann, organizzatore nazista della "soluzione finale" degli ebrei. Il processo Eichmann portò a conoscenza nell'opinione mondiale i crimini nazisti. Allora il filosofo Martin Buber si espresse contro quella sentenza. Un'altra condanna a morte fu comminata al collaborazionista ucraino SS, Demjanjuk, identificato in "Ivan il Terribile" del lager di Treblinka (la sentenza fu revocata qualche anno dopo).  Infatti Israele, senza pena di morte, spiccava come la "più importante democrazia" del Me...

La Settimana Santa ci richiama alla compassione. Dall'Ucraina al Libano e all'intero Medio Oriente, non possiamo abituarci al grande dolore delle guerre

Siamo in tempi difficili. Talvolta spaesati e disorientati. Non si vede come le guerre in corso - basta pensare all'Ucraina o alla situazione infiammata in Medio Oriente - approdino a una tregua o alla pace. Ma siamo nella Settimana Santa, in cui la memoria della Passione di Gesù ci spinge a pensare al suo grande amore e alle croci di tanti uomini e donne.   Il piccolo Libano, paese di convivenza (non sempre facile) tra cristiani e musulmani, con meno di sei milioni di abitanti, accoglie due milioni di profughi spinti dal Sud del Paese verso il Centro e il Nord. Una situazione dolorosa e di estremo bisogno.  Non si dimentichi che il Libano ospita dal 1949 mezzo milione di rifugiati palestinesi e da qualche anno due milioni di siriani che hanno lasciato la Siria per la guerra civile. E noi ci lamentiamo di qualche rifugiato!  La Passione e la Croce di Gesù ci chiamano a stare vicini a chi soffre: accanto a noi e in terre lontane. È la scelta di Maria, delle donne, del dis...

Il mondo deve passare dall'età della forza all'età del negoziato

Sfollati in Libano accampati ai bordi delle strade di Beirut - 3 Marzo 2026 - Foto  Ahmad Badr/NRC L'unica alternativa al dialogo è una guerra di tutti contro tutti. Tacciano le armi, parli la diplomazia Conflitti, scontri, bombardamenti s'intrecciano su tanti quadri geopolitici, dal Medio Oriente all'Ucraina. Siamo disorientati e spaventati: non si capisce quale sarà il domani.  Intanto penso agli sfollati in Libano: una massa immensa, circa 900 mila persone, in un Paese che conta meno di sei milioni di abitanti. Gaza è distrutta: la popolazione vive in condizioni disumane in un'attesa senza fine.  Siamo nell'età della forza: chi ha la forza decide, combatte, comanda. Questo non porta nulla di bene. La maggior parte di noi assiste impotente, sperando di non essere coinvolto. Intanto si sentono le conseguenze delle guerre, anche economiche. Si pensi al prezzo della benzina. In Pakistan, in guerra con l'Afghanistan accusato di essere un santuario di terroristi ...

La sfida della Chiesa americana alla religione del benessere

Il cardinale Cupich celebra il Mercoledì delle Ceneri per gli immigrati di lingua spagnola, all'aperto, presso la parrocchia di  Nuestra Señora del Monte Carmelo - Foto di  Karen Callaway/Católico I vescovi cattolici devono fronteggiare le nuove sette neopentecostali che sostengono Trump Leone XIV ha nominato nunzio apostolico negli Usa monsignor Gabriele Caccia, finora osservatore della Santa Sede all'Onu. Caccia conosce già gli Stati Uniti ed è un personaggio d'esperienza e di peso: assessore in Segreteria di Stato, poi nunzio in Libano e nelle Filippine. È stato ordinato prete dal cardinale Martini ed è cresciuto nel clima della diocesi milanese di quegli anni. Si trova di fronte a una Chiesa cattolica polarizzata e un'amministrazione molto difficile, quella di Trump. Il cattolicesimo è la più folta confessione degli Stati Uniti (ben più del 20% degli americani) con 70 milioni di fedeli, circa 200 diocesi, 19 mila parrocchie, 45 mila preti, 76 mila religiose, un g...

Un terribile conflitto regionale da cui nessuno sa come uscire

Bombardamento su Teheran il 3 Marzo - Foto di Avash.ir da Wikimedia Commons Usa, Israele, i pasdaran, le minoranze etniche e i giovani: gli interessi in campo sono divergenti Dopo circa due settimane di bombardamenti, non capiamo bene dove questo conflitto vada a sfociare, mentre nutriamo il timore che si allarghi. Israele e Stati Uniti hanno prospettive diverse e il potere iraniano pare più resistente del previsto.   Per Israele la guerra è esistenziale per il rischio atomico (anche se da anni Benjamin Netanyahu avverte che l'Iran è a poche settimane da ottenere la bomba) e per la sopravvivenza dell`attuale maggioranza. Gli Stati Uniti non hanno uguali preoccupazioni: non c'era pericolo imminente e si stava negoziando, anche se con molte difficoltà.  Nelle due precedenti guerre del Golfo (1990 e 2003 contro l'Iraq), gli Usa avevano evitato di coinvolgere Israele. Anzi, gli americani avevano chiesto a Tel Aviv di non reagire agli Scud di Saddam perché avrebbero imbarazzat...

La drammatica ricerca di una via d'uscita dopo 4 anni di guerra in Ucraina

A causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche le interruzioni della corrente elettrica colpiscono anche gli anziani. Nella foto con alcuni giovani volontari - Kyiv Gennaio 2026 - Foto Sant'Egidio  In primavera le vittime ucraine e russe potrebbero toccare i 2 milioni. Bisogna trovare un compromesso Quattro anni di guerra: l'Ucraina distrutta, un popolo in ginocchio, ma la guerra continua. Nessuno, nemmeno la Russia, ha la forza di vincere. Più passa il tempo più sembra difficile fermare la guerra. Per gli ucraini è scandaloso cedere quel che resta loro del Donbas. Per Mosca, invece, è necessario per dichiarare vittoria e non perdere la faccia. Per entrambi rinunciare a qualcosa nel negoziato sembra tradire il tanto sangue versato. La guerra si prolunga nell'incertezza: non c'è più scopo chiaro.  All'inizio la Russia voleva occupare l'Ucraina e metterci un governo amico; ora sembra volerla distruggere, umiliarla. Mosca pensa che nelle mani dell'Occ...