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Visualizzazione dei post da 2024

Tra violenza e disuguaglianza sociale, il futuro del Sudafrica, a dieci anni dalla morte di Mandela

Nelson Mandela - Da foto creativecommons di Jan Collsiöö Malgrado lo sviluppo economico e tecnologico, il Paese non è diventato più giusto e sicuro I1 Sudafrica di Nelson Mandela è alla fine? Un po' più di dieci anni fa moriva Mandela, padre del nuovo Sudafrica e leader dell'African National Congress, lo storico partito anti-apartheid. Alle ultime elezioni del 29 maggio scorso l'ANC ha perso la maggioranza per la prima volta dal 1994, costretto così a un Governo di coalizione. Forse con due ex dirigenti dell'ANC, Jacob Zuma e Julius Malema, che hanno creato proprie forze politiche. Zuma è stato presidente dell'Unione. In alternativa, l`ANC, sceso al 41%, può provare ad allearsi con l'Alleanza democratica, erede indiretto del vecchio partito nazionale.  La corruzione, la violenza diffusa e le lotte di fazione dentro l'ANC sono le ragioni di questa crisi. Gli osservatori parlano di un Sudafrica in piena mutazione. Malgrado lo sviluppo, i giovani emigrano in

Quei cristiani uccisi per non aver rinnegato la loro fede

Suor Luisa Dell'Orto, piccola sorella del Vangelo, uccisa ad Haiti - da Vatican News Da Haiti al Congo, i nuovi martiri spesso laici e giovanissimi parlano forte ai nostri cuori I cristiani continuano a morire in tante parti del mondo. Vengono uccisi in situazioni di incredibile caos, come ad Haiti. Qui bande armate e gruppi criminali possono tutto nelle loro rispettive zone d'influenza: «È tutti contro tutti», ha dichiarato la missionaria laica Maddalena Boschetti. Nella capitale, Port-au-Prince, sono stati assassinati recentemente due missionari evangelici americani, poco più che ventenni, e il responsabile dell'orfanotrofio.  Due anni fa era stata uccisa Luisa Dell'Orto, piccola sorella del Vangelo, restata nel Paese per testimoniare la vicinanza a un popolo ostaggio della violenza. I cristiani vengono uccisi perché, agli occhi di quelli che hanno fatto della violenza e della rapina la realtà della propria vita, rappresentano un'alternativa umana ed evangelica.

I corridoi lavorativi: modello di accoglienza e buon senso

Sono un modo sicuro per integrare i rifugiati e avere la manodopera di cui abbiamo bisogno La sorpresa è venuta dalla società italiana: a fronte dei 151.000 posti messi in palio dal decreto flussi (non stagionali), le domande degli italiani sono state oltre 690.000. Una massa di richieste a dimostrazione dell'enorme bisogno di manodopera in quasi tutti i settori. La decrescita demografica rende urgente cercare manodopera all'estero.  La paura e l'allarmismo hanno paralizzato la politica che non ha trovato una soluzione ragionevole. I Governi della Ue sono immobilizzati dallo spirito del tempo: paura dei migranti e idea che ognuno debba fare da sé.  Ma i dati parlano chiaro: l'economia europea ha bisogno di manodopera, ma soprattutto l'inverno demografico rende sempre più urgente un rimedio. In Italia c'è forte inquietudine: secondo i dati dell'Istituto Cattaneo, dovremo andare a cercare gli immigrati, pena il crollo dell'economia perché per cinque pens

La guerra non è inevitabile e il mondo non si deve rassegnare

Papa Francesco entrando all'Arena di Verona saluta Andrea Riccardi  È la costante profezia del Papa: per realizzarla, bisogna investire tutti su diplomazia e dialogo Papa Francesco ha presieduto, sabato 18 maggio, all'Arena di Verona, l'incontro Giustizia e pace si baceranno . L'"Arena di Pace", nata nel 1986, ha avuto sei edizioni. Due nel 1991, il periodo della prima guerra del Golfo, che segnò la massima mobilitazione per la pace. Dal 2003 questo evento non si teneva più.  Negli ultimi due decenni il movimento della pace ha coinvolto meno persone. Resta ancora in Italia un tessuto importante di realtà associative, ma complessivamente il tema della pace è uscito dal dibattito pubblico. Sembra un paradosso, si parla meno di pace proprio quando l'Europa si trova di fronte a un grave conflitto che, a partire dall'aggressione russa, sta dilaniando l'Ucraina. Si aggiunge la drammatica situazione in Terra Santa: l`aggressione terroristica d'Israe

Quando la religione riempie il vuoto ideologico della politica

Fedeli in un tempio a Bangalore Pareva sempre più marginale e invece torna alla ribalta. Ma è spesso usata strumentalmente «Più modernità, meno religione»: è un assioma cui molti hanno creduto a partire dalla secolarizzazione europea. La religione si sarebbe ridotta quasi a una nicchia di pochi credenti in una società secolarizzata. Questo modello - si pensava - si sarebbe esteso al mondo con la diffusione della modernità. Così non è stato. Un esempio? A Bangalore, centro dell'informatica in India, il grande sviluppo tecnologico si sposa con la devozione alle divinità induiste.   Le religioni non scompaiono, ma si ripresentano come attori del nostro tempo. Il nostro mondo sta conoscendo l'uso politico di tutte le religioni. Del resto, cadute le ideologie - si pensi alla forza del marxismo per motivare il movimento socialista e comunista del Novecento -, le religioni restano un bagaglio di idee, di senso, di ragioni, che possono essere utili per una politica che voglia attrarr

I Balcani non sono un luogo dove esternalizzare i migranti, ma una regione importante per la pace e la stabilità dell'Europa

Foto di Francesco Malavolta    

L'Italia ha fame di lavoratori: perché non integrare i migranti?

Un gruppo di migranti riceve l'attestato del corso di formazione per caregiver a Roma presso l'ospedale Santo Spirito il 7 Marzo 2024 - Foto Sant'Egidio Non è solo una questione umanitaria, ma anche una necessità del nostro sistema produttivo Settant'anni fa, Pio XII ordinò che i preti operai smettessero di lavorare in fabbrica, perché c'era un contrasto tra il sacerdozio e la condizione di operai. Non erano passati 10 anni dall'inizio dell'esperienza, nata da un libro dei padri Godin e Daniel, Francia, terra di missione? (1943), che mostrava l'estraneità della Chiesa al proletariato. Da qui presero le mosse i preti operai francesi, che condividevano la vita in periferia e il lavoro. Non cappellani del lavoro, ma operai tra gli operai. L'arcivescovo di Parigi, il cardinale Suhard, così sintetizzò la missione: «Bisogna uscire da casa nostra, andare a casa loro». Questi preti non vestivano più da preti e non vivevano nelle parrocchie, ma si situavano

I religiosi ci parlano di un futuro in cui si può vivere per gli altri

Missionarie della Carità in udienza dal Papa - Foto da Vatican News Giornata per le vocazioni del 21 aprile: preoccupa il calo di consacrati, ma la Chiesa va oltre i numeri La Chiesa cattolica celebra, da più di sessant'anni, la Giornata mondiale per le vocazioni. Il mondo manca di speranza, tema su cui ha insistito papa Francesco, anzi domina il pessimismo, non fosse che per le guerre. Ci si ripiega su di sé. Il problema sembra quello di preservarsi dal futuro, più che andare incontro a esso. Grandi ideali per cui spendersi (pace, solidarietà, democrazia, servizio...) illuminano poco e non chiamano al futuro.  La situazione della Chiesa è problematica, specie dopo la pandemia, per il clima di concentrazione sull'io, eredità del periodo. Di fronte alla vocazione al futuro, le donne e gli uomini di oggi sono misurati. Il nostro, per vari aspetti, è un cristianesimo che non entusiasma e che non è entusiasta.  Qui si colloca il calo delle vocazioni sacerdotali, che dura dal 2012

Le elezioni dei nuovi sindaci in Turchia: un segnale di libertà

                  Imamoglu, rieletto sindaco di Istanbul, viene acclamato dai suoi sostenitori  01/04/2024 - Foto dal profilo Twitter di Imamoglu Anche a Istanbul vince Imamoglu, l'anti Erdogan: il voto democratico fa vacillare il presidente Le recenti elezioni amministrative in Turchia , che hanno coinvolto le 81 province del paese, hanno segnato la sconfitta di Erdogan e del suo partito islamista Akp. È una buona notizia perché rivela che, nonostante la libertà di stampa sia compressa, il voto democratico è ancora libero in Turchia.   Molti hanno visto nel voto il presagio della vittoria della Turchia laica su quella islamista alle elezioni presidenziali del 2028. Un anno fa, Erdogan aveva vinto le presidenziali contro il candidato del partito laico e kemalista, il Chp, Kthecdaroglu, nonostante ci fosse stato un terribile terremoto nella Turchia orientale. Erano state forti le polemiche sulla lentezza dei soccorsi del Governo e sull'assenza di misure di sicurezza nelle costr

La pace è sempre possibile, non dobbiamo mai rassegnarci. Solo Francesco ha il coraggio di gridarlo contro chi ritiene la terza guerra mondiale inevitabile

Una manifestazione per la pace, Genova 1/1/2024 - Foto Sant'Egidio Solo Francesco ha il coraggio di gridarlo contro chi ritiene la terza guerra mondiale inevitabile Il terribile attentato a Mosca ha sconvolto tutti per l'assurda violenza contro gente innocente. L'attribuzione, da parte russa, di una responsabilità agli ucraini suscita paura. C'è il rischio che una tale interpretazione porti a un'escalation del conflitto. Ora sembra che la pista del terrorismo islamico sia incontrovertibile. Tuttavia l'atmosfera è densa di odio. Basta poco: può incendiare le polveri, un incidente reale o amplificato.  Viene da pensare all'attentato di Sarajevo, nel 1914, che - centodieci anni fa - portò alla Prima guerra mondiale. Un mese dopo l'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono asburgico, l'Impero di Vienna era già in guerra con la Serbia. Seguì il conflitto mondiale con nove milioni di caduti militari e cinque milioni di morti civili.

Se l'Europa si vergogna delle propria storia e la cancella

La cupola degli Invalides - Foto da Wikimedia Commons Sui manifesti ufficiali delle Olimpiadi scompare la croce degli Invalides in nome di una falsa "laicità" In Francia, nei manifesti per le Olimpiadi, è scomparsa la croce dalla cupola degli Invalides. Gli Invalides, istituzione per accogliere i veterani, è un complesso oggi in gran parte dedicato al Museo dell'Esercito. La grande chiesa di San Luigi degli Invalidi, detta "chiesa dei soldati", è la cattedrale dell'Ordinariato militare di Francia e nella sua cripta è sepolto Napoleone.  La croce sulla cupola è ben visibile per l'altezza del monumento. Perché è scomparsa dal manifesto? Timore di offendere altre sensibilità religiose? Affermazione della laicità francese? Sembra che si voglia cancellare la storia di un monumento, voluto da Luigi XIV, che rappresenta un intreccio tra storia, politica, guerra, cattolicesimo e arte. L'autocensura amputa la chiesa di un pezzo di storia.  Se ci si vergogna

Negoziare è cercare la pace: il senso delle parole del papa

  Guardando le conseguenze della guerra - Ucraina Febbraio 2024 - Foto Sant'Egidio L'espressione "bandiera bianca" non significa resa, ma che solo la diplomazia può porre fine alla guerra Che cosa ha detto papa Francesco sull'Ucraina, tanto da sollevare polemiche e attacchi fuori misura? Voglio riportare le parole dette all'intervistatore svizzero: «È più forte chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca, di negoziare... La parola negoziare è una parola coraggiosa. Quando vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, occorre avere il coraggio di negoziare. Hai vergogna, ma con quante morti finirà? Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia da mediatore».  È stato obbiettato a Francesco che così chiede la resa all'Ucraina: "bandiera bianca". A parte il fatto che il Papa parlava in una trasmissione sul bianco, il significato di "bandiera bianca" non è la resa.   Il professor Marcia, s

A proposito di immigrazione: Per non creare ghetti chiusi l'unica via è l'integrazione

Donne musulmane ricevono l'attestato di frequenza di un corso di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant'Egidio - Genova 15/10/2023 - Foto Sant'Egidio Scuola e lingua sono cruciali affinché chi arriva in Italia o nell'Ue entri a far parte d'una comunità In Francia, dopo i cattolici, i musulmani sono la seconda comunità religiosa: su 67 milioni di francesi - secondo alcuni - sarebbero circa 6 milioni, mentre altri parlano di una cifra assai inferiore, intorno ai 3 milioni e mezzo. In alcune aree esiste una forte concentrazione musulmana, come nella banlieue di Parigi. Dall'inizio del 2024 il Governo ha vietato l'ingresso di imam stranieri per combattere l'estremismo e l'antisemitismo (cresciuto dopo lo scoppio del conflitto israelo-palestinese a seguito dell'attacco terroristico di Hamas). Macron s'è opposto al separatismo musulmano. In Germania i musulmani arrivano al 6,7% della popolazione con 3,5 milioni di turchi (un milione con

Verso una guerra "più grande": chi crede ancora nella pace?

Putin tiene il discorso sullo stato della nazione al Parlamento russo il 29 Febbraio - Foto da President of Russia Negli ultimi 2 anni sono stati investiti mille miliardi in armi. Solo il Papa cerca la via diplomatica Un ambasciatore europeo, parlandomi del futuro, ha detto: «Se non ci sarà una guerra da qui al 2025...». Una guerra? Voleva dire una "guerra più grande" rispetto alle tante che si combattono, di cui non si vede la fine. Nell'orizzonte è scritta ormai la guerra, mentre la prospettiva di pace va scomparendo. Questa sensazione si è rafforzata nelle ultime settimane.  Macron ha parlato di un possibile coinvolgimento delle truppe occidentali nella guerra in Ucraina. Sarebbe una "guerra più grande"? L'Eliseo ha poi chiarito: «Non si tratta di dichiarare guerra alla Russia». Altri hanno interpretato l'uscita del leader francese come un capitolo della sua battaglia contro Le Pen per le elezioni europee. Parecchi leader europei hanno gettato acqua

Nel mondo cresce il rifiuto del pluralismo e della democrazia. Dall'India ai Paesi africani si affermano spinte autoritarie

Il premier indiano Narendra Modi (secondo da sinistra) partecipa all'inaugurazione del tempio induista ad Ayodhya il 22 Gennaio - Foto da pmindia.gov.in La globalizzazione a tanti fa paura.  La morte di Navalny nel carcere siberiano mostra il disprezzo da parte del regime di Putin verso la vita di questo eroe della libertà, che lottava a mani nude contro la dittatura. Le possibilità di cambiamento sono andate sprecate e si torna all'assolutismo tipico della storia russa: era il cruccio di Navalny.  Non si tratta solo della Russia. C'è, nel mondo di oggi, un crescente disinteresse o disprezzo per la libertà, il pluralismo e la democrazia. L'Africa, che negli anni Novanta aveva imboccato la via della democrazia, sta prendendo un`altra strada: i golpe militari non sono più un'eccezione. In Guinea, Mali, Burkina Faso, Gabon... E poi, sulla trasparenza democratica di alcune elezioni africane, ci sarebbe molto da discutere.  EI Salvador, piccolo Paese centroamericano, è

La funzione sociale della Chiesa non è ancora stata compresa

Il premier Craxi e il cardinal Casaroli alla firma della revisione del Concordato il 18 Febbraio 1984 Il Concordato firmato 40 anni fa introdusse l'8 per mille per favorire le opere a vantaggio dei poveri  Con i Patti del Laterano, nel 1929, Mussolini chiudeva la Questione romana, apertasi nel 1870. Nasceva lo Stato della Città del Vaticano, territorio su cui si esercita la sovranità pontificia.  Così il Papa non era "suddito" dell`Italia, ma godeva di una sovranità, quasi simbolica, base della sua piena libertà. Questo fu stabilito dal Trattato.  Il Concordato regolava i rapporti tra Stato e Chiesa, delineando l'Italia come una nazione cattolica, tanto che da parte cattolica si sperava in una conversione del fascismo a regime cattolico. Non avvenne. C'era poi la convenzione finanziaria, per cui il Governo italiano versava alla Santa Sede 750 milioni di lire in contanti e un miliardo in buoni del tesoro, per chiudere i problemi pendenti tra le parti.  La fine de

Vertice Italia - Africa: a Roma si è offerta un'immagine dell'Africa come terra di opportunità

Andrea Riccardi incontra il presidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa                                                      il 29 gennaio - Foto Sant'Egidio Un nuovo modello basato sulla parità e su interessi comuni  I1 vertice "Italia-Africa" si è svolto in una veste nuova. Se dal 2013 le precedenti edizioni erano state ministeriali, quest'anno si è alzato il livello degli inviti ai capi di Stato e di Governo. Si è scelta una location di prestigio come il Senato della Repubblica. Hanno partecipato oltre 46 Paesi africani, 13 Capi di Stato, 9 Capi di Governo, più 25 Organizzazioni internazionali. La solennità della cerimonia è stata apprezzata, perché dimostra la serietà italiana verso l'Africa. Da oltre dieci anni ci si è resi conto che la nostra frontiera si è spostata a Sud, anche a causa delle migrazioni e dei rischi legati all`instabilità: è il caso del Sahel nel caos per l'aggressione jihadista e i golpe militari. L'ambizione del vertice è ritess

Se a trionfare è il "cattivismo" degli individui e degli Stati: il caso di Kenneth Smith, la pena di morte, l'uso delle armi. E' in corso una riabilitazione della violenza

La pena di morte, soprattutto nei Paesi democratici, resta contraddittoria e conturbante.   Non meraviglia che sia praticata nelle dittature, dove si esercita il controllo con l'uso della violenza e con l'intimidazione. Ma in democrazia, lo Stato ha chiari limiti, prima di tutto il rispetto della vita. Colpisce sempre che sia praticata in alcuni Stati nordamericani.  In Alabama, è stata eseguita la pena di morte su un uomo di 58 anni per un omicidio del 1988: Kenneth Eugene Smith aspettava l'esecuzione da 34 anni nel braccio della morte. Il reato fu compiuto dal condannato all'età di 24 anni. Ma era un uomo diverso: che senso ha avuto ucciderlo, se non la vendetta di Stato?  Ma c'è di più! La pena di morte è stata effettuata soffocandolo con l'azoto. È la prima volta che si usa questo sistema, sulla cui opportunità si discute nei confronti degli animali. Non si sa bene quali siano le conseguenze e quali i dolori inflitti. È un atto crudele nei confronti di un

Davos: affari e globalizzazione in un mondo in preda ai conflitti

Una immagine del World Economic Forum - 15 gennaio 2024 - Foto di World Economic Forum/Ciaran McCrickard Al meeting annuale del Wef gli incontri cruciali sono quelli riservati tra imprenditori miliardari Fondato nel 1971 e denominato dal 1987 World Economic Forum (Wef), Davos è un grande centro del gotha economico globale. Nel paese svizzero si radunano i giganti privati della manifattura, dell'energia e della finanza: qualche migliaio di leader in un'atmosfera sciolta, in cui è vietata la cravatta ed è consigliato vestire casual. Tra piccoli hotel lussuosi e centri congresso s'incontrano i grandi della Terra senza ostacoli e scorte. In realtà, per il Forum, tutto il villaggio di Davos è off limits: si accede solo su invito e la polizia blocca i curiosi. Dai primi incontri per amministratori delegati dei gruppi industriali europei, il Wef si è aperto agli Usa, al Giappone e alle potenze emergenti. Poi Davos ha iniziato a ospitare leader politici, premi Nobel e anche leader

I cristiani in Turchia: un segno di speranza per il futuro

La chiesa di Santa Maria a Trebisonda dove fu ucciso don Andrea Santoro - Foto Sant'Egidio Viaggio nel Paese musulmano, dove piccole comunità tengono viva la presenza di Cristo La Turchia è un grande Paese musulmano, giovane, con 86 milioni di abitanti. Ha vissuto una storia novecentesca che ha creato lo Stato nazionale e laico con Atatürk, ma, nel XXI secolo con Erdoğan, ha messo l'islam al cuore della società. La Turchia, però, è stata terra cristiana dalle origini (si pensi alle lettere di Paolo o all'Apocalisse, ai Padri, al monachesimo e ai secoli di vita cristiana, anche sotto l'islam ottomano).  Il cristianesimo in quella terra è ormai alla fine? Fin da giovane sento con passione la realtà cristiana in Turchia, realtà più grande del loro numero. "Residuo" della storia in un Paese islamico? La "Grande Chiesa di Cristo", il patriarcato ecumenico di Costantinopoli, con sede nel quartiere ex greco del Fanar, è una "piccola barca" che co

La Chiesa non si deve rassegnare a un paese fatto di "sonnambuli": dalla sua storia e dal suo vissuto emergono energie di fede e speranza che fanno bene a tutti, vecchi e nuovi italiani

Migranti latinoamericani a messa dal Papa Sono "sonnambuli" gli italiani secondo il rapporto del Censis. Ma una comunità con meno fedeli ha energie di fede In che mondo gli italiani vivono la loro fede? Il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, la  57a edizione di un'analisi che ha accompagnato la storia italiana, ci aiuta - grazie alle intuizioni di Giuseppe De Rita - a guardare alle dinamiche del presente e del futuro. Non si può pensare alla fede fuori dalla realtà umana degli italiani. Tante volte l'idea di cambiare la Chiesa viene declinata in maniera interna e autoreferenziale. Gli italiani, oggi, non sono quelli che vissero il Vaticano II o le crisi vitali degli anni Sessanta-Settanta. Non sono il Paese "forte", che resistette al terrorismo, in cui il cattolicesimo era una componente decisiva.  Oggi - dice il rapporto - l'Italia è un Paese di "sonnambuli": «il portato antropologico della difficile transizione dalla grammat