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Visualizzazione dei post da marzo, 2017

La funzione sociale della Chiesa non è ancora stata compresa

C'è un museo a Phnom Penh che ci inchioda di fronte alla follia degli uomini

Focus sull'Asia in questo post di Andrea Riccardi (apparso su "Sette", il magazine del Corriere della Sera del 31 marzo 2107). L'autore riporta l'attenzione su un genocidio dimenticato del '900, quello compiuto dai Khmer Rossi in Cambogia.  C'è anche questo nella nostra storia: l'incredibile vicenda della Cambogia dove, tra il 1975 e il 1979, i khmer rossi decisero di costruire una civiltà di donne e uomini nuovi, il vero comunismo basato su un egualitarismo assoluto, che si richiamava anche a tradizioni ancestrali. In realtà non fu una civiltà nuova, ma un incredibile genocidio di cui è difficile calcolare le dimensioni (tra uno e due milioni di morti, un quarto della popolazione del Paese). L'operazione avvenne sotto la guida del partito comunista cambogiano, il famoso Angkar Padevat, i cui leader a lungo risultarono sconosciuti. L'Angkar era una presenza onnipotente nella vita quotidiana: i suoi ordini indiscuti

Il futuro dell'Europa? Velocità diverse, ma un'unica direzione

Un editoriale di Andrea Riccardi per Famiglia Cristiana del 2 aprile 2017 invita a non scandalizzarsi per le divergenze, che sono il frutto della democrazia. "L'Europa è cambiata in meglio - afferma l'autore - I leader nel 1957 erano 6 ora sono 27". L'Europa torna in Campidoglio. Nel 1957, i Paesi all'inizio del processo di unificazione erano sei. Oggi, se ssant' anni dopo, sono 27. Il numero mostra la storia alle spalle di questo successo. Il continente è cambiato, e in meglio. È avvenuta la liberazione dal fascismo di Spagna e Portogallo. C'è stata la caduta del Muro di Berlino, che ha permesso la riunificazione della Germania e l'ingresso nell'Unione da parte dei Paesi dell'Europa centrale e orientale, fino al 1989 sotto l'egemonia dell'Urss. È finito il colonialismo europeo: nel 1957 la Francia era alla vigilia della sanguinosa guerra d'Algeria. Sono vicende positive, mentre la prima metà del '

Per capire la nuova geografia politica bisogna scrutare l'orizzonte del Medio Oriente

Interessante ricostruzione storica di Andrea Riccardi nella rubrica "Religioni e civiltà" del magazine "Sette" del Corriere della Sera del 24 marzo 2017 Il Medio Oriente è un punto d'orientamento nella geografia politica. Spesso, da questa regione non vengono buone notizie. Si pensi alla guerra di Siria, che in questi giorni compie sei lunghi anni: circa 470.000 vittime e cinque milioni di siriani esuli dal Paese. Il Medio Oriente ha radici storiche antichissime ed è stato la culla delle tre religioni monoteistiche, l'ebraismo, il cristianesimo e l'islam. Tuttavia, come area geopolitica, è un'invenzione recente. Quello che oggi si chiama Medio Oriente era un insieme di province, vilayet, dell'impero ottomano: una regione dove gli arabi dominanti convivevano con altri, tra cui molti cristiani ed ebrei. Il London Times del 1902 pubblicò una serie di articoli di Valentine Chirol, che consacrarono l'espressione

Esempio Olanda. L'Europa "tiene" davanti all'ondata populista

Nella settimana del 60mo anniversario dei Trattati di Roma, che celebra l'avvio del processo di unificazione europea, l'Unione si trova ad affrontare grosse sfide: le spinte centrifughe, le politiche di chiusura dei confini, la Brexit, e anche, ce lo ha drammaticamente ricordato l'attentato di ieri a Londra, la minaccia terroristica. Tuttavia, nota in questo editoriale Andrea Riccardi, ci sono notizie positive, come quella giunta la settimana scorsa dall'Olanda. Il risultato delle elezioni olandesi - afferma - fa ben sperare per quelle francesi, dove non è scontato che Marine Le Pen possa essere fermata (l'articolo verrà pubblicato su Famiglia Cristiana del 26 marzo 2017) L'accoglienza di Trump alla cancelliera Merkel alla Casa Bianca è stata fredda . Eppure si trattava del primo viaggio di un leader dell'Unione europea dal nuovo presidente del più importante Paese del continente, con la quarta economia del mondo. Che ci siano divergenze t

Sognare l'Europa con papa Francesco

"Sogno un'Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un'Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia". Dal discorso di papa Francesco al conferimento del Premio Carlo Magno (6 maggio 2016) Vai al testo completo Questa settimana, il 25 marzo, si celebra il 60mo anniversario della firma dei Trattati di Roma, ovvero l'atto costitutivo di quella che diventerà l'Unione Europea. Nel piccolo volume "Sognare l'Europa", Andrea Riccardi e Lucio Caracciolo hanno raccolto i discorsi del papa sull'Europa, corredati di due contributi dei curatori. "Papa Francesco  - osserva Lucio Caracciolo - osserva l'Europa con lo sguardo di Magellano, ovvero con l'occhio della periferia che scruta il centro." Mentre Andrea Riccardi si addentra nell'utopia europea di papa Francesco, che, prendendo le distanze da un'Europa arrocat

Le ferite della storia e quelle di oggi in Medio Oriente

Andrea Riccardi partecipa al convegno Medì sulle città del Mediterrano, una rassegna promossa dalle Comunità di Sant'Egidio della Toscana. Quest'anno, il convegno ricorda anche i 100 anni dagli accordi Sykes-Picot, che di fatto disegnarono il Medio Oriente come lo abbiamo conosciuto finora. Si è parlato dei rapporti tra Oriente ed Occidente, il ruolo dell'istruzione e della scuola nella costruzione di una città per tutti, infine il tema dell'accoglienza dei profughi nel Mediterraneo e il rapporto tra le civiltà e i fenomeni migratori. Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ha fatto il punto sulle sfide destinate a modificare l'ordine globale.  Con l'accordo Sykes-Picot dalle spoglie della periferia ottomana  - ha ricordato - nacque il Medio Oriente.Venne esclusa la Turchia. Il governo Erdogan ha fatto occupare una parte della Siria, segno attuale della volontà della Turchia di essere presente. Si deve r

Le politiche sulle migrazioni devono partire dai giovani africani che usano Internet e il cellulare

Proviamo a guardare i migranti non solo dall'Europa, ma anche dai Paesi di provenienza, in particolare l'Africa. Non basta uno sguardo dal Nord. Tanto ripetere che bisogna sigillare le frontiere europee nasce proprio da una scarsa comprensione di storie, motivazioni e spinte dei migranti. Nel 2016 ne sono morti circa 5.000 nel Mediterraneo. È un dramma, cui non si può restare insensibili. Non abbiamo visto nessun capo di Stato africano venire a Lampedusa a inchinarsi davanti alla morte di tanti connazionali. Infatti l'80% delle vittime in mare viene dai Paesi africani. Il fenomeno migratorio non è all'ordine del giorno della politica di molti Paesi africani. L'esodo è talvolta una valvola di sfogo per le tensioni politiche e sociali. I giovani, infatti, sono spesso il motore della contestazione contro poteri corrotti e immutabili. La vita dei giovani africani si sviluppa all'insegna dell'«esodo». Lasciano le campagne

Riapriamo ai rifugiati il continente che si chiude

L'Europa non può essere solo quella dei muri o dei barconi. Ma deve aprire porte e ponti: lo afferma Andrea Riccardi in questo editoriale sul Famiglia Cristiana (del 19/3/2017)   Una famiglia di Aleppo cristiano-ortodossa con tre figli ha subìto il rapimento di uno dei suoi membri da parte di un gruppo armato. Ha chiesto al Belgio un visto per motivi umanitari, consentito dall'articolo 25 del regolamento europeo. La richiesta è stata respinta. Forse la famiglia aleppina credeva in un' Europa dei diritti umani o amica dei cristiani perseguitati? S'è illusa. Lo conferma la Corte europea di giustizia, che ha espresso parere negativo al ricorso della famiglia, interpretando l'articolo 25 in modo restrittivo: non ha preso in considerazione la posizione dell`avvocato generale, secondo cui l a protezione degli esposti a trattamenti inumani deriva dai princìpi della Carta dell'Unione e ha rinviato alle legislazioni nazionali. Gli Stati

Un libro contro la guerra: "La forza disarmata della pace"

Tra pochi giorni, il 16 marzo, esce un nuovo volume di Andrea Riccardi "La forza disarmata della pace", con le edizioni Jaca Book. Oggi, il Corriere della Sera ne anticipa un brano Leggi La scheda libro su IBS   Tutti i libri di Andrea Riccardi su IBS

La sfida dei prossimi anni? Scoprire il valore della vecchiaia

Cresce il numero degli anziani, un fenomeno globale, una sfida per le società chiamate a scoprire il valore della vecchiaia fino a cambiare la mentalità corrente. Ne parla Andrea Riccardi in questo articolo pubblicato oggi 10 marzo 2017 sul magazine Sette del Corriere della Sera. C'è una grande sfida per la nostra civiltà: l'aumento della popolazione anziana. Se ne parla troppo poco. Si discute al massimo di alcuni aspetti secondari, come il maggior carico per il sistema sanitario o pensionistico. Eppure c'è un fatto assolutamente nuovo: si vive molto di più che in passato. La cosiddetta terza età conosce un prolungamento unico nella storia dell'umanità. L'ultimo censimento Istat (per il decennio 2001-2011) ha registrato un enorme balzo in avanti nella classe degli ultracentenari, aumentata di ben il 204%. Si è realizzato un sogno antico dell'umanità: vivere di più e allontanare lo spettro della morte. Tuttavia la società non è a

Tutti si armano contro tutti. Guerra fredda? No, molto peggio

Andrea Riccardi in un editoriale su Famiglia Cristiana (del 12/3/2017): Il rafforzamento militare rischia l'escalation di una conflittualità fuori controllo. Il sogno che nasca un movimento per la pace Il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin. Il primo ha annunciato un aumento delle spese militari, il secondo vuole rafforzare il proprio potenziale nucleare. Ma molti altri Paesi, soprattutto in Asia, si stanno armando sempre di più. La Svezia, Paese neutrale e pacifico, ripristina il servizio militare obbligatorio e investe in armi. Un brutto segnale che mostra il deterioramento della situazione internazionale. Il presidente americano Trump ha annunciato un aumento delle spese militari . Gli Usa secondo lui non devono rinunciare al ruolo di prima potenza militare, anche se non sono più il gendarme del mondo e non suppliranno alle carenze della Nato. La Russia ha mostrato, negli ultimi tempi, una forte capacità

Quella tragica campagna di Russia che fu presentata come una "guerra santa"

Andrea Riccardi nella rubrica Religioni e civiltà del magazine Sette del Corriere della Sera, ripercorre la drammatica vicenda dei soldati italiani in Russia rievocata in un libro di M.Teresa Giusti, recentemente presentato alla Dante Alighieri . La campagna di Russia fu presentata come una guerra di civiltà e di religione dai nazisti che la aprirono nel 1941 con il blitzkrieg, la guerra lampo della Germania contro l'Unione Sovietica. Mussolini voleva partecipare al banchetto della vittoria nell'Europa dell`Est e chiese insistentemente di combattere a fianco dei tedeschi. È la storia della sfortunata vicenda dei soldati italiani (raccontata in un bel libro di Maria Teresa Giusti, La campagna di Russia , 1941-1943 ): quella del Corpo di spedizione italiano in Russia poi dell'Armir. Un disastro: partirono 229.000 uomini per la Russia e più di un terzo non fece ritorno, mentre dei circa 70.000 prigionieri in mano sovietica ne tornarono a casa

Per l'Italia "globale" la Cina è più vicina

Cina e Italia oltre all'economia unite dalla cultura.  A Pechino siamo visti come un'autostrada verso l'Europa, scrive Andrea Riccardi , dopo il viaggio del presidente Mattarella in un editoriale su Famiglia Cristiana L'Italia appare un Paese instabile. Così ci giudicano talvolta i partner europei. In realtà non è così instabile, nonostante il recente cambio di Governo. Il presidente del Consiglio Gentiloni, con un'impronta personale, continua la politica di Renzi. Lo si vede anche nel delicato dossier dei rapporti tra Italia e Cina. Su di esso è sceso in campo il presidente Mattarella, con una visita in Cina assieme ai ministri degli Esteri e delle Infrastrutture, nonché a un centinaio di imprenditori. L'interesse italiano per la Cina è una componente strutturale di lungo periodo della nostra politica estera e di quella commerciale. Non cambia con il presidente del Consiglio. Del resto l'export italiano in Cina è cresciuto d