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Visualizzazione dei post da febbraio, 2022

La funzione sociale della Chiesa non è ancora stata compresa

La pace va sorretta dall'unità dei cristiani

Sono ancora troppe le divisioni e i nazionalismi religiosi, come ricorda spesso papa Francesco Le tensioni tra Russia e Ucraina si inseriscono nel più complesso assestamento geopolitico, dopo la fine della geografia della guerra fredda. Il ridimensionamento dello spazio di Mosca ha indotto un processo di umiliazione della dimensione imperiale della Russia e una sua maggiore sensibilità all'allargamento della Nato e dell`Ue nello spazio dell'ex Patto di Varsavia e dell'Urss. Qui le radici delle tensioni attuali che possono portare a un conflitto. Le diplomazie europee, americana, russa e ucraina si sono cimentate da settimane sul problema. Speriamo si sia evitato il conflitto, un'irragionevolezza per tantissimi motivi. Un conflitto gravissimo proprio in Europa, che coinvolge una superpotenza e un grande Paese europeo. Mi ha colpito, nonostante la preoccupazione diffusa, la scarsa presenza di un'opinione pubblica capace di riaffermare il valore della pace.  Continua

Fede, rigore e onestà: una lettera testamento, la sofferta memoria scritta di Ratzinger

Papa Benedetto XVI incontra un gruppo di anziani a Novembre 2012 - Foto Sant'Egidio Benedetto si difende, solidarizza con le vittime e si rimette al giudizio finale di Dio, che sente prossimo Nel quadro del rapporto sulle vittime di abusi nella diocesi di Monaco di Baviera, si è inserita una vicenda che ha attratto l'attenzione, quella dell'ex arcivescovo Ratzinger che ha guidato la diocesi tedesca dal 1977 al 1982. Il Papa emerito ha fatto rispondere alla constatazione delle sue responsabilità con una memoria di 82 pagine nella quale risultava però un errore: era stata negata la partecipazione di Ratzinger a una riunione del 15 gennaio 1980. Benedetto XVI è stato fortemente attaccato per questa omissione e ha voluto rispondere subito con una lettera.  Ha scritto: «Mi ha profondamente colpito che la svista sia stata utilizzata per dubitare della mia veridicità, e addirittura per presentarmi come bugiardo». Da questa lettera emerge una preoccupazione ancora maggiore nel Papa

La guerra cancella la democrazia. Un anno fa il sanguinoso golpe in Myanmar

L'unica reazione alla dittatura pare la resistenza armata delle minoranze: pesantissimo il bilancio Bastava mettersi un capo di vestiario rosso, il colore della democrazia in Myanmar, per manifestare resistenza alla giunta militare che ha preso il potere proprio un anno fa, il 1° febbraio 2021. Il primo anniversario del golpe è stato "celebrato" con scioperi silenziosi, serrate, gente chiusa in casa, strade vuote.  Sono state troppe le vittime della repressione (in tutto pare siano oltre 1.500, 12 mila gli arresti) per sfidare apertamente l`esercito, come a giugno. Ora è il tempo del boicottaggio muto, mentre la sfida tra militari e popolo si svolge sui social. A essi si aggiungono le azioni violente delle minoranze in ribellione, insofferenti anche al tempo di Aung San Suu Kyi, the lady , famosa in tutto il mondo e ora agli arresti, condannata a quattro anni di reclusione.  Il Tatmadaw (nome ufficiale delle Forze armate) si sente l'unica istituzione che rappresenta

Il nuovo mandato del presidente Mattarella, un'occasione da non sprecare nell'interesse di tutti gli italiani

  Il Paese provato dall'epidemia è impoverito e disunito: va colmata la distanza fra bisogni reali e istituzioni Tutti aspiriamo a un futuro migliore. Il governo di Mario Draghi ha aperto una prospettiva molto importante per l'avvenire. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza dà concretezza e risorse per la rinascita dell'Italia che, durante la pandemia, ha mostrato tante fragilità, ereditate dal passato, e tante debolezze prodotte dalla crisi del Covid-19. Basta pensare che la pandemia in Italia ha provocato oltre 146mila vittime, il numero più alto tra i Paesi dell'Unione europea. L'Italia ha il più alto tasso di giovani, tra i 15 e i 29 anni, non impegnati nello studio, nella formazione o nel lavoro. Un altro fatto preoccupante è il basso tasso di donne al lavoro, il 53,8%, rispetto al 67,3% della media europea. L'Italia ha tanti poveri, anche se non sempre ce ne accorgiamo. Molte famiglie si confrontano con il problema dei pasti quotidiani o con quello d