Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da luglio, 2022

L'Africa soffre per la guerra in Ucraina: in Malawi e in Mozambico aumenta la povertà

L'inflazione alle stelle provoca scioperi e aggrava problemi cronici. Ma i giovani vogliono cambiare... La guerra in Ucraina è lontana dall'Africa, che recentemente ho visitato: il Malawi (18 milioni di abitanti, il 90% della popolazione in zone rurali, uno dei Paesi africani più densamente popolati), il Mozambico (31 milioni di abitanti, metà in estrema povertà, all`85% contadini). La guerra europea lì fa già sentire le conseguenze. L'aumento del prezzo del carburante causa scioperi in Mozambico. Tutti constatano la crescita dei prezzi. Un panino è divenuto più piccolo. In alcune zone del Malawi e del Mozambico si sente il rischio della fame, specie per i più poveri, gli anziani. Grande è la povertà degli anziani, come in buona parte dell'Africa, privi di sistema previdenziale. L'anziano dipende in tutto dalla famiglia, se ce l'ha.  Il Malawi, tutto agricolo, guarda al futuro con paura. Nel 2012 c'è stata una carestia che ha causato 3.000 morti e tante soff

Così il nostro Paese ha adottato gli immigrati di tutto il mondo

  Oltre le leggi e le istituzioni, abbiamo seguito un sistema basato sulla collaborazione e la familiarità Sul tema dell'immigrazione in Italia c'è stato e c'è un gran parlare, anzi spesso si è molto urlato, gettando l'allarme sul pericolo dell'invasione di una popolazione estranea. Ma la società italiana e la sua economia hanno bisogno d'immigrati: circa 200.000 per il 2022. Ne ha estrema necessità la demografia italiana, quella di un Paese che invecchia con uno dei più bassi tassi di natalità al mondo.  Tuttavia, per anni, si è discusso sul fatto che gli immigrati cambiassero radicalmente il volto dell'Italia, ne aggredissero violentemente l'identità. In realtà le cose non sono andate così. L'Italia ha pragmaticamente elaborato un suo modello d'integrazione, diverso da quello francese che insiste sull'identità nazionale o da quello britannico che invece fa perno sulla multietnicità. L'integrazione si è fatta da sé, grazie alla buona vol

Mitezza e generosità: nuovi martiri, il coraggio del Vangelo

Solo nel 2021 sono stati uccisi 22 missionari. Il loro sangue è profezia di pace e un testamento che dobbiamo raccogliere A Port-au-Prince, capitale di Haiti, è stata uccisa una piccola sorella del Vangelo, Luisa Dall'Orto, 65 anni. Lavorava in una delle tante bidonville della città, Cité-Okay, dove si intrecciano miseria e violenza. Aveva detto a proposito del suo centro costruito tra le baracche: «Non c'è un solo spazio per i bambini... Kay Chal è l'unica oasi dove possono incontrarsi, stare insieme, fare i compiti, vivere la loro infanzia, spesso rubata o ridotta in catene». E i bambini, in larga parte vengono dalla provincia, inviati in città presso famiglie agiate, spesso piccoli schiavi, cui è rubata l'infanzia: sono i restavek in creolo. Perché è stata uccisa suor Luisa? Aveva scelto di stare in mezzo a un mondo violento per aiutare i piccoli. Probabilmente l'opera della religiosa sottraeva ragazzi alla manovalanza della criminalità: così andava eliminata.

Melilla e la tragedia dei migranti alle porte della vecchia Europa

Migranti sulla recinzione di Melilla Il governo di Madrid ha responsabilità enormi negli scontri e nella gestione dei flussi provenienti dal Sudan Melilla è una città sulla costa mediterranea del Marocco con meno di 100mila abitanti: appartiene alla Spagna dalla fine del Quattrocento. È un lembo di Europa in Africa che - come Ceuta, l`altra città spagnola in Marocco - è porta d'ingresso per rifugiati e migranti. La circonda un'alta recinzione, molto sorvegliata. Gli spagnoli contano sulla collaborazione marocchina per contenere il flusso di quanti premono per entrare. Tutto questo è noto.  Ma è successo qualcosa di incredibile venerdì scorso. Una massa di persone, quasi tutti africani, ha cercato di entrare a Melilla superando le due barriere. Ci sono stati morti (sembra 37) e feriti. Alcune immagini ritraggono persone buttate a terra, picchiate, che sembrano morte, osservate da agenti della polizia marocchina. Questa ha ingaggiato una lotta furiosa, rilanciando pure pietre ed