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Visualizzazione dei post da ottobre, 2019

La funzione sociale della Chiesa non è ancora stata compresa

Catalogna, la politica dello scontro fa il gioco dei radicali

Foto da open.online Sia Madrid sia gli indipendentisti sono prigionieri della caccia al consenso. Manca una mediazione ragionevole La Catalogna brucia. Sulla scena della rivendicazione indipendentista sono comparsi gruppi radicali e, con essi, la violenza per le strade. Le manifestazioni - anche aggressive - attraggono i giovani catalani, che protestano contro la condanna del Tribunale supremo di Madrid ai leader indipendentisti. I giovani chiedono polemicamente ai politici catalani che cosa abbiano guadagnato dalla rivendicazione pacifica dell`indipendenza. In realtà la classe politica a Barcellona si è anch'essa radicalizzata sull'indipendenza. Il referendum del 1° ottobre 2017, con il 90% di voti a favore dell'indipendenza (su un'affluenza del 43% dei catalani) indica una via che sembra obbligata. È la via dello scontro. Che apparve naturale al Governo Rajoy, due anni fa, sul referendum. Lo era già da prima, quando questo rifiutò le richieste di Barcellona.

Povera Siria! Si è aperto un altro capitolo di una guerra infinita che dura dal 2011

L'ennesima sconfitta per l`Europa: divisa, confusa e impotente. L'offensiva ha travolto anche parecchi cristiani rifugiatisi nel Nord della Siria dopo la Grande guerra Povera Siria! Si è aperto un altro capitolo di una guerra infinita che dura dal 2011 . Poveri curdi siriani! La regione semiautonoma nel Nord del Siria, il Rojava, sta scomparendo sotto l'offensiva turca. Con i curdi, sono travolti parecchi cristiani, rifugiatisi qui dopo la Prima guerra mondiale e le persecuzioni nell'Impero ottomano, fuggendo dalla Turchia. Il mondo di Rojava sarà spazzato via? Sembra di sì, se guardiamo a quanto successo nell'enclave curda di Afrin, occupata dai turchi nel 2018, insieme alle milizie arabe, l'esercito libero siriano estremista e qaedista.  Ad Afrin (dal 2012 unito al Rojava) l'esercito libero siriano ha condotto epurazioni etniche. I curdi sono stati in parte allontanati. I cristiani della città, circa 3 mila, sono scappati e l'unica chiesa bruciata.

La compassione salva il mondo: il mandato di Francesco

IL SIGNIFICATO DELLE SCELTE DEL PAPA: IL CONCISTORO    di Andrea Riccardi Pastori di comunità di frontiera, di terre in cui i cristiani sono perseguitati, fautori del dialogo e della pace tra culture diverse: i nuovi porporati per vivere il Vangelo oggi   Il Concistoro con cui papa Francesco ha creato 13 nuovi cardinali non è un fatto burocratico per riempire posti vacanti, ma rappresenta un messaggio. Tra i cardinali ultraottantenni (non entreranno in un eventuale conclave), c`è il vescovo Tamkévicius, che ha conosciuto la persecuzione nella Lituania sovietica: arrestato, ha trascorso dieci anni nei campi di lavoro e un periodo di esilio in Siberia. Ricorda come la Chiesa sia anche martirio.  Francesco l'ha detto ai nuovi cardinali: «La disponibilità di un porporato a dare il proprio sangue - significata dal colore rosso dell'abito - è sicura quando è radicata in questa coscienza di aver ricevuto compassione e nella capacità di avere compassione».  La "compassione&

Europa e Africa, primi passi di una nuova politica sui migranti

L'Italia non è più sola ad accogliere chi sbarca. E dal Continente Nero arrivano novità sui detenuti in Libia. L'accordo di Malta sui richiedenti asilo ha coinvolto il governo maltese, l'Italia, la Francia e la Germania. Restano per ora fuori Grecia e Spagna, tanto toccate dai profughi. Gli altri paesi dell`Unione europea decideranno se farsi carico di questa gente. È una svolta: al di là dei Paesi di prima accoglienza, altri riceveranno i profughi, soccorsi da navi militari o ONG, e avranno la responsabilità di vagliare la richiesta d'asilo. È un primo passo per superare il sistema di Dublino (che, per impedire al richiedente asilo di presentare più domande, responsabilizza il Paese di prima accoglienza). La logica di Dublino ha lasciato soli gli Stati dell`Europa meridionale, Spagna, Italia, Grecia, Malta, mentre gli altri Paesi europei hanno affermato tranquillamente che non era un loro problema. Si sono viste le conseguenze di questa politica in Italia, con i