Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da marzo, 2022

Profughi: sintonizziamoci con loro

Una famiglia ucraina accolta dalla Comunità di Sant'Egidio di Padova Non basta accoglierli, occorre mettersi nei loro panni, superare le barriere linguistiche e agevolarne l'integrazione C'è un'ondata di solidarietà verso gli ucraini in vari Paesi europei. L'ho visto in Polonia, dove molto è affidato alla spontaneità della società, alle famiglie, ai  gruppi. Ma anche in Italia tanti offrono aiuto, danno contributi, mettono a disposizione alloggi e propongono di ospitare nelle proprie case. È significativo, dopo due anni in cui siamo stati "chiusi" a casa con la pandemia. Ospitare a casa propria è un bel gesto. L'impegno ad accompagnare l'accoglienza è un fatto notevole. È bello vedere coinvolte le famiglie, che i più piccoli stiano con i bambini ucraini e giochino con loro. I bambini rompono le distanze con più facilità degli adulti. Il coinvolgimento nella solidarietà è rivelatore dei sentimenti profondi del nostro Paese. Del resto non avevamo vis

La comune fede cristiana sia un ponte sull'abisso della guerra

Come insegnava Giovanni XXIII, bisogna «cercare sempre ciò che unisce e mai quello che divide» Provare a scrutare i segnali di speranza non è negare la terribile realtà della guerra in corso. Certo siamo sopraffatti dalla violenza dei fatti. E la violenza allarga l'abisso tra governi e popoli. Non solo tra ucraini e russi. Ma tra Russia e Occidente.  Eppure sull'abisso vengono gettate, talvolta, passerelle, pur fragili. La recente telefonata tra papa Francesco e il patriarca Kirill è stato un segnale importante, dopo che il primo gerarca ortodosso russo aveva parlato di una «guerra metafisica» in corso. Non è la posizione di Francesco, come egli ha detto chiaramente.  Tuttavia il Papa ha cercato il dialogo, dichiarando che «le guerre sono sempre ingiuste, perché chi paga è il popolo di Dio». La videochiamata non ha registrato una piena convergenza, ma i due capi religiosi si incontreranno tra non molto.  Anche nel seno della Chiesa russa è maturata un'opinione critica sull

Crisi Ucraina: la generosità italiana è una buona notizia

Rifugiate ucraine attraversano la frontiera con la Slovacchia - Foto Sant'Egidio A differenza del passato questa orrenda invasione ci ha reso più responsabili nell'accogliere i rifugiati La crisi è enorme. Colonne di ucraini abbandonano le zone di guerra. Si rifugiano a Leopoli e in Galizia, dove sono riparate le ambasciate. La regione è diventata una retrovia sicura, nonostante l'aeroporto sia stato messo fuori uso dai russi. Molti passano il confine con attese di giorni: verso la Polonia prima di tutto, ma anche la Slovacchia, l'Ungheria, la Romania. Una grande ondata di rifugiati arriverà presto. Si parla di sei milioni. Come si comporteranno i Paesi europei? Si potrebbe avere qualche timore, ricordando la crisi nel 2015, quando l'Europa di Visegràd fece muro nei confronti dei siriani e ha continuato a rifiutare di accogliere una quota di quanti erano giunti nel continente. Allora arrivarono in Germania 1.200.000 siriani. In tempi più recenti, al confine polacco-

«Chi fa la guerra odia Dio e l'umanità»

L'aggressione è il fallimento della politica. Bisogna guardare non alle ideologie, ma al dolore della gente In Ucraina c'è l'inferno della guerra. Si combatte nelle città con danni gravissimi e morti anche tra i civili. C`è chi è rimasto intrappolato nella battaglia, chi ha cercato di fuggire verso Occidente.  Ho lanciato, con la Comunità di Sant'Egidio, un appello che ha registrato 16 mila adesioni, per "Kiev città aperta", perché non si combatta per le strade della metropoli ucraina.   FIRMA L'APPELLO A tutt'oggi, il filo del negoziato continua, ma i combattimenti non si fermano. L'Occidente si è schierato unanime contro l'aggressione di Putin, prendendo misure severe per colpire l'economia russa e rallentare lo sforzo bellico. L'Europa è unita.  Francesco ha espresso un punto di vista particolare, centrato sulla pace. La sua visita all'ambasciatore russo presso la Santa Sede, al di là di ogni protocollo, ha evidenziato come l'

Fermiamo la guerra in Ucraina e costruiamo un nuovo ordine mondiale

Ora può sembrare un'utopia, ma solo dal dialogo può nascere una relazione diversa fra Russia e Ucraina È avvenuto quello che era minacciosamente all'orizzonte da giorni: l'ingresso armato dei russi in Ucraina. È la guerra. La più grande guerra in Europa dal 1945. Ci sono state le guerre dei Balcani, ma questo conflitto ha come attore una superpotenza, la Federazione Russa. Si è parlato di un ritorno della guerra fredda, ma oggi è una guerra guerreggiata.  Quando si comincia una guerra, non si sa mai quanto duri e quanti Paesi coinvolga. Infatti sfugge di mano a chi l'ha voluta e ha una logica in parte non controllabile. È certo che, dalla mattina di giovedì scorso, noi tutti contiamo molto meno. Le sorti della guerra e della pace sono nelle mani di pochissimi. Con la pace tutto è possibile: ognuno, ogni iniziativa, ogni dialogo possono contribuire a rasserenare la situazione. Invece, con il conflitto, prendono il sopravvento le armi. E le armi sono la negazione del par