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Visualizzazione dei post da gennaio, 2022

La funzione sociale della Chiesa non è ancora stata compresa

Gelidi venti di guerra sull'Europa

Il Vecchio continente balbetta. Molti ritengono il conflitto una soluzione accettabile, segno di una coscienza malata. Il Giorno di preghiera voluto dal Papa Le frontiere europee sono ridiventate bollenti. Dal conflitto nei Balcani, la guerra non tornava così vicina in Europa: l'Ucraina è dilaniata da una grande crisi interna, mentre si sviluppa il tentativo della Russia di essere presente sui territori ex sovietici ed evitare l'accerchiamento occidentale nell'Europa dell'Est.  Ci sarà un'invasione russa in Ucraina? Per scuotere le coscienze papa Francesco ha indetto una giornata di preghiera il 26 gennaio. Il ritorno delle frontiere "bollenti" si spiega anche con l'aumento dell'ostilità nelle nostre società. Dall'invenzione dello scontro di civiltà siamo andati sempre più convincendoci che il mondo è minaccioso e che i vicini non sempre sono animati da buone intenzioni.  La ricerca del nemico è divenuta un'abitudine malata. Dopo l'11

Benedetto XV e le "inutili stragi" di oggi

Investì cifre enormi per alleviare le sofferenze dei popoli, al di là delle loro fedi e nazionalità. Avanzò proposte concrete: prima tra tutte la riduzione delle spese militari. I politici del tempo non gli diedero ascolto, proprio come accade ai nostri giorni.  Cent'anni fa moriva Benedetto XV. Un suo biografo, John F. Pollard, lo definisce Il papa sconosciuto . Infatti chi lo ricorda più? Ha avuto un papato breve: dal 1914 al 1922. Oltre a Giovanni Paolo I, solo Giovanni XXIII ne ha avuto uno più corto del suo nel secolo scorso, ma è legato indissolubilmente al più grande evento della Chiesa del Novecento, il concilio Vaticano II.  Eppure, rileggere la figura di Benedetto XV è significativo nel periodo complicato in cui stiamo vivendo. È stato il Papa del primo conflitto mondiale, per vivere poi i difficili anni del dopoguerra, morendo nell'anno dell'avvento del fascismo.  Oggi è importante tornare a riflettere sulla guerra e chiedersi che cosa la Chiesa e i cristiani po

David Sassoli: un politico cristiano figlio del Concilio

Foto del 9/5/2020 in occasione della Festa dell'Europa - Foto di DAINA LE LARDIC © European Union 2020 - Source : EP La sua era una fede incarnata nella storia: ha portato la sua carica ideale nel giornalismo e nelle istituzioni La morte di David Maria Sassoli ha suscitato un dolore largo e condiviso in Italia. Molti si sono chiesti perché nel nostro Paese non ci siano quasi più politici cattolici. Ricordare Sassoli è un omaggio a lui, così sensibile all'Europa, alla causa dei migranti, ma anche ai problemi nazionali (Mario Monti ha scritto che, senza di lui, non ci sarebbe stata l'approvazione europea del Piano di ripresa e resilienza). Ricordare la storia di Sassoli testimonia come "nasce" un politico cristiano, non confessionale, perché David era laico nel senso profondo della parola: aperto alla storia e disponibile agli altri di diverso sentire. Ho conosciuto David da giovane, aveva qualche anno meno di me. Ha studiato al mio stesso liceo di Roma, il Virgil

L'uomo che ha (ri)cucito il Paese

Il presidente Mattarella in visita al Memoriale della Shoah di Milano il 21 Maggio 2019, accompagnato da Liliana Segre -  Foto Quirinale Sentirsi rappresentati da una personalità non di parte  ha fatto bene agli italiani  Il settennato di Sergio Mattarella volge alla fine, mentre in ogni settore della società italiana si esprimono affetto per la sua persona e nostalgia per la sua presenza al Quirinale. I tanti tentativi di indurlo a fare qualche anno in più come presidente si sono scontrati prima con il suo fermo rifiuto e poi, addirittura, con alcuni dubbi di carattere costituzionale su una simile operazione. Mattarella considera compiuta la sua missione. Ha sempre avuto un certo distacco dal "potere". Pochi giorni prima della sua elezione, già consapevole della sua candidatura, disse in modo confidenziale: «Non ho chiesto di essere candidato e non mi dispiacerò se non sono eletto».  Durante la "seconda Repubblica" (una definizione impropria perché non sono avvenut

L'eredità dell'arcivescovo anglicano Desmond Tutu: un africano che ha mostrato la forza di liberazione del Vangelo

Desmond Tutu a Santa Maria in Trastevere il 30 Novembre 2006 - Foto Sant'Egidio Lottò contro l'apartheid rifiutando la violenza, animato dalla fede e dalla tenerezza per i poveri e gli esclusi Il premio Nobel Desmond Tutu è morto il 26 dicembre. Si sono scritte molte cose su di lui, ma ho avuto la sensazione che non sempre si sia colto appieno il cuore di quest`uomo che, a mani nude, ha sfidato il consolidato e agguerrito potere dei bianchi sudafricani. È stato il primo arcivescovo anglicano di Capetown a essere africano.  L'ho conosciuto e mi ha colpito soprattutto la sua capacità profonda e comunicativa di predicare la Parola di Dio. Ricordo quando a Santa Maria in Trastevere, in una preghiera per la liberazione del Sudafrica dall'apartheid nel 1988, disse: «L'unico modo in cui possiamo sopravvivere è insieme, bianchi e neri, è l'unica maniera in cui possiamo essere umani». Il cuore della sua vita è stata la fede che cresce nell'ascolto quotidiano della

Migranti, le vittime dimenticate e i balbettii di un'Europa divisa

Tra Salento e Calabria 1100 arrivi. Italia, Spagna, Francia e Germania possono creare politiche più umane Non c'è tregua per Natale sul fronte del Mediterraneo: barche affondate, altre catturate dai libici, tanti morti, nuovi sbarchi. Ricordava Giorgia Linardi, su La Stampa , che, perfino per il Natale 1914 durante la Grande guerra, ci fu una tregua tra combattenti. Oggi, invece... Un numero imprecisato di persone è morto vicino alla Libia, anche inseguite della guardia di frontiera libica.  In Salento e in Calabria sono sbarcate 1.100 persone. Altri sono in mare e attendono navi delle Ong.  Siamo abituati a queste notizie. Le scorriamo in fretta. Sembra tutto uguale.  La contabilità del dolore, però, è pesante: in un anno 1.500 morti nel tentativo di lasciare la Libia; più di 25.000 catturati dalla marina libica e portati indietro. In 64.000 hanno raggiunto l'Italia dopo un viaggio periglioso.  Ogni storia è un dramma particolare. Per troppi c'è stata la terribile perma