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Visualizzazione dei post da luglio, 2024

Fame e violenza in Sudan, una crisi umanitaria senza immagini

Persone in fuga dal conflitto in Sudan - Novembre 2023 - Foto UNHCR/Ala Kheir Da oltre un anno una sanguinosa guerra civile devasta lo Stato africano. E il mondo resta a guardare Parzialmente ignorata dai media globali, la tragedia del Sudan, una gravissima crisi umanitaria, senza immagini, va avanti senza che nessuno riesca ad arrestarla. La guerra iniziata nell`aprile del 2023 ha provocato 9 milioni di sfollati interni su una popolazione di 47 milioni di abitanti e circa 2 milioni di rifugiati all'estero. Ma ciò che la rende devastante è la fame.  Secondo il programma alimentare mondiale (Pam) in Sudan attualmente oltre 25 milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare, dei quali oltre 8 milioni si trovano a un livello di grave emergenza e quasi un milione in una condizione descritta come "catastrofica" (cioè una situazione nella quale muoiono ogni giorno 2 adulti o 4 bambini su 10 mila persone). Gli ultimi rapporti indicano che quasi 4,5 milioni di bambini su

Dopo la tragica vicenda di Satnam Singh, possiamo ancora dire che gli italiani sono brava gente?

La manifestazione in ricordo di Satnam Singh a Latina il 22 Giugno Un momento difficile: odio, violenza e antisemitismo dilagano, mentre il valore della pace è stato oscurato Satnam Singh, lavoratore indiano irregolare di 31 anni in un'azienda agricola dell'Agro Pontino, è stato ferito gravemente sul lavoro e non soccorso. Ha perso sangue per un'ora e mezzo prima che l'ambulanza, chiamata dopo tanti dinieghi, lo portasse in un ospedale romano, dov'è morto.  Il braccio amputato nell'incidente era stato gettato dal padrone dell'azienda davanti alla casa dove Satnam viveva con la moglie Sony. Storia terribile di sfruttamento e di disinteresse totale alla vita, che ha spinto Sony a dire: "L'Italia non è un Paese buono".  È una frase che mi ha colpito come una frustata. Sony aveva, dopo le lunghe giornate di lavoro nei campi, solo la consolazione di Satnam. I lavoratori indiani, di religione sikh, sono degli "inapparenti" - come scriveva

Unione europea, le sfide cruciali dei prossimi cinque anni

La sede del Parlamento europeo a Bruxelles - Foto Creative Commons di TPCOM La guerra in Ucraina e l'equilibrio tra austerità e investimenti al centro della prossima legislatura Dopo le elezioni di giugno, l'Europa prepara i prossimi cinque anni. La procedura non cambia: prima il Consiglio europeo (i capi di Stato e di governo) indica i nomi; poi il Parlamento vota in segreto. La maggioranza più probabile è quella composta da Popolari, Liberali e Socialdemocratici, ma - come la volta scorsa - necessita di qualche voto in più. Allora i 5 Stelle aiutarono Von der Leyen; oggi ci provano i conservatori di Giorgia Meloni, che siede anche in Consiglio. È la ragione della posizione della premier: far pesare i propri voti. Nel 2019 Von der Leyen fu confermata per pochi voti a causa di tanti franchi tiratori. Iniziò con la proposta del Green Deal, oggi criticato dal suo partito e abbandonato sotto i colpi del Covid e della guerra in Ucraina. Le priorità europee hanno avuto una svolta: