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Tra violenza e disuguaglianza sociale, il futuro del Sudafrica, a dieci anni dalla morte di Mandela

Nelson Mandela - Da foto creativecommons di Jan Collsiöö Malgrado lo sviluppo economico e tecnologico, il Paese non è diventato più giusto e sicuro I1 Sudafrica di Nelson Mandela è alla fine? Un po' più di dieci anni fa moriva Mandela, padre del nuovo Sudafrica e leader dell'African National Congress, lo storico partito anti-apartheid. Alle ultime elezioni del 29 maggio scorso l'ANC ha perso la maggioranza per la prima volta dal 1994, costretto così a un Governo di coalizione. Forse con due ex dirigenti dell'ANC, Jacob Zuma e Julius Malema, che hanno creato proprie forze politiche. Zuma è stato presidente dell'Unione. In alternativa, l`ANC, sceso al 41%, può provare ad allearsi con l'Alleanza democratica, erede indiretto del vecchio partito nazionale.  La corruzione, la violenza diffusa e le lotte di fazione dentro l'ANC sono le ragioni di questa crisi. Gli osservatori parlano di un Sudafrica in piena mutazione. Malgrado lo sviluppo, i giovani emigrano in
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Quei cristiani uccisi per non aver rinnegato la loro fede

Suor Luisa Dell'Orto, piccola sorella del Vangelo, uccisa ad Haiti - da Vatican News Da Haiti al Congo, i nuovi martiri spesso laici e giovanissimi parlano forte ai nostri cuori I cristiani continuano a morire in tante parti del mondo. Vengono uccisi in situazioni di incredibile caos, come ad Haiti. Qui bande armate e gruppi criminali possono tutto nelle loro rispettive zone d'influenza: «È tutti contro tutti», ha dichiarato la missionaria laica Maddalena Boschetti. Nella capitale, Port-au-Prince, sono stati assassinati recentemente due missionari evangelici americani, poco più che ventenni, e il responsabile dell'orfanotrofio.  Due anni fa era stata uccisa Luisa Dell'Orto, piccola sorella del Vangelo, restata nel Paese per testimoniare la vicinanza a un popolo ostaggio della violenza. I cristiani vengono uccisi perché, agli occhi di quelli che hanno fatto della violenza e della rapina la realtà della propria vita, rappresentano un'alternativa umana ed evangelica.

I corridoi lavorativi: modello di accoglienza e buon senso

Sono un modo sicuro per integrare i rifugiati e avere la manodopera di cui abbiamo bisogno La sorpresa è venuta dalla società italiana: a fronte dei 151.000 posti messi in palio dal decreto flussi (non stagionali), le domande degli italiani sono state oltre 690.000. Una massa di richieste a dimostrazione dell'enorme bisogno di manodopera in quasi tutti i settori. La decrescita demografica rende urgente cercare manodopera all'estero.  La paura e l'allarmismo hanno paralizzato la politica che non ha trovato una soluzione ragionevole. I Governi della Ue sono immobilizzati dallo spirito del tempo: paura dei migranti e idea che ognuno debba fare da sé.  Ma i dati parlano chiaro: l'economia europea ha bisogno di manodopera, ma soprattutto l'inverno demografico rende sempre più urgente un rimedio. In Italia c'è forte inquietudine: secondo i dati dell'Istituto Cattaneo, dovremo andare a cercare gli immigrati, pena il crollo dell'economia perché per cinque pens

La guerra non è inevitabile e il mondo non si deve rassegnare

Papa Francesco entrando all'Arena di Verona saluta Andrea Riccardi  È la costante profezia del Papa: per realizzarla, bisogna investire tutti su diplomazia e dialogo Papa Francesco ha presieduto, sabato 18 maggio, all'Arena di Verona, l'incontro Giustizia e pace si baceranno . L'"Arena di Pace", nata nel 1986, ha avuto sei edizioni. Due nel 1991, il periodo della prima guerra del Golfo, che segnò la massima mobilitazione per la pace. Dal 2003 questo evento non si teneva più.  Negli ultimi due decenni il movimento della pace ha coinvolto meno persone. Resta ancora in Italia un tessuto importante di realtà associative, ma complessivamente il tema della pace è uscito dal dibattito pubblico. Sembra un paradosso, si parla meno di pace proprio quando l'Europa si trova di fronte a un grave conflitto che, a partire dall'aggressione russa, sta dilaniando l'Ucraina. Si aggiunge la drammatica situazione in Terra Santa: l`aggressione terroristica d'Israe

Quando la religione riempie il vuoto ideologico della politica

Fedeli in un tempio a Bangalore Pareva sempre più marginale e invece torna alla ribalta. Ma è spesso usata strumentalmente «Più modernità, meno religione»: è un assioma cui molti hanno creduto a partire dalla secolarizzazione europea. La religione si sarebbe ridotta quasi a una nicchia di pochi credenti in una società secolarizzata. Questo modello - si pensava - si sarebbe esteso al mondo con la diffusione della modernità. Così non è stato. Un esempio? A Bangalore, centro dell'informatica in India, il grande sviluppo tecnologico si sposa con la devozione alle divinità induiste.   Le religioni non scompaiono, ma si ripresentano come attori del nostro tempo. Il nostro mondo sta conoscendo l'uso politico di tutte le religioni. Del resto, cadute le ideologie - si pensi alla forza del marxismo per motivare il movimento socialista e comunista del Novecento -, le religioni restano un bagaglio di idee, di senso, di ragioni, che possono essere utili per una politica che voglia attrarr

I Balcani non sono un luogo dove esternalizzare i migranti, ma una regione importante per la pace e la stabilità dell'Europa

Foto di Francesco Malavolta    

L'Italia ha fame di lavoratori: perché non integrare i migranti?

Un gruppo di migranti riceve l'attestato del corso di formazione per caregiver a Roma presso l'ospedale Santo Spirito il 7 Marzo 2024 - Foto Sant'Egidio Non è solo una questione umanitaria, ma anche una necessità del nostro sistema produttivo Settant'anni fa, Pio XII ordinò che i preti operai smettessero di lavorare in fabbrica, perché c'era un contrasto tra il sacerdozio e la condizione di operai. Non erano passati 10 anni dall'inizio dell'esperienza, nata da un libro dei padri Godin e Daniel, Francia, terra di missione? (1943), che mostrava l'estraneità della Chiesa al proletariato. Da qui presero le mosse i preti operai francesi, che condividevano la vita in periferia e il lavoro. Non cappellani del lavoro, ma operai tra gli operai. L'arcivescovo di Parigi, il cardinale Suhard, così sintetizzò la missione: «Bisogna uscire da casa nostra, andare a casa loro». Questi preti non vestivano più da preti e non vivevano nelle parrocchie, ma si situavano