Un ritratto del presidente del Libano, Joseph Khalil Aoun, nel suo studio - Foto Wikimedia Commons da Commissione Europea I1 presidente del Libano, Joseph Khalil Aoun, ha parlato chiaro a iraniani e israeliani. Ai primi ha chiesto di non usare il Libano, tramite gli sciiti di Hezbollah, nella lotta contro Israele. Ai secondi, che stanno occupando sempre più il Paese, ha detto: «Volete davvero vivere in pace? Se è così sediamoci e parliamone». Verso gli Hezbollah, unico movimento armato, è stato duro: «Possono trascinare il Paese intero in una guerra prolungata, ma anche loro non raggiungeranno mai il loro obiettivo». Bisogna negoziare per salvare il Libano, che rischia di essere dilaniato dalla crisi regionale. Aoun, non molto noto internazionalmente, s'è imposto all'attenzione di tutti, pur essendo il suo Paese un "vaso fragile" nella regione. Dal 1948, con la nascita dello Stato d'Israele, si sono riversati in Libano i palestinesi, oggi 500 mila, tu...
Messa nella basilica della Santissima Annunziata a Genova - Foto Sant'Egidio In Francia ci sono tanti nuovi battezzati: ma la solitudine resta forte nella Chiesa Un vescovo francese, all'ultima assemblea della Cei, ha ricordato l'elevato numero di battesimi di adulti per Pasqua nel suo Paese. Ha fatto eco a una domanda della Chiesa di Francia: in quali comunità cresceranno questi neobattezzati? La questione tocca anche la Chiesa italiana: quali i luoghi in cui vivere con gli altri il Vangelo? Si parla di parrocchia, ma questa ha molti volti: da quelli più ricchi e abitati a quelli più poveri e scarni. Ho conosciuto la vicenda di una donna, catechista per una vita nella sua parrocchia che, divenuta anziana, non ce l'ha fatta più a vivere a casa da sola ed è finita in un istituto lontano, dove nessuno o quasi la visitava. Ho ripensato a questa storia, ascoltando l'introduzione del cardinale Zuppi all'assemblea della Cei: «Ci sono anziani che non aspettano più ne...