Lo stretto di Hormuz - da WikimediaCommons La guerra nello Stretto di Hormuz è in una situazione di stallo. Nessuno può cantare vittoria: né Stati Uniti, né Iran, né altri. Quella che voleva essere una guerra preventiva non ha dato i risultati sperati. Lo stretto è chiuso dai due lati con l'intento dichiarato di reciproco soffocamento, bloccando filiere commerciali. Le conseguenze economiche ricadono su tanti Paesi del mondo. Gli Stati Uniti affrontano un nemico più resiliente del previsto, non solo per capacità militari ma soprattutto perché provvisto di una élite dirigente coesa, capace di utilizzare le leve del patriottismo storico e religioso persiano. La decapitazione del ceto dirigente sciita con l'uccisione della guida suprema Ali Khamenei ha favorito l'emersione del gruppo legato ai Guardiani della rivoluzione, che aveva già il controllo delle risorse del Paese e dei vari corpi armati rivoluzionari. Sono loro che portano avanti la repressione contro giovani, donn...
Ci ha lasciato una testimonianza profetica del Vangelo vissuto tra i giovani in difficoltà Pochi giorni fa si è spento don Antonio Mazzi. Prete conosciuto, che non temeva le apparizioni in pubblico, il parlare schietto, le battute mordaci, le affermazioni dirette. Ad alcuni piaceva molto, ad altri meno. Non bisogna piacere a tutti. Nato nel 1929, ha attraversato tanti mondi, la miseria di un'Italia povera e contadina, la guerra mondiale, l'alluvione del Po nel 1951, il boom di un'Italia che si arricchiva... Era stato dal 1962 al 1969, prete ed educatore, nella misera periferia di Roma, a Primavalle (che anch'io ho conosciuto): aveva visto ragazzi e ragazze senza futuro, condannati alla marginalità della borgata. A Milano, al Parco Lambro, aveva sentito come il vuoto di futuro condannasse i giovani alla droga. Attento a tutti i poveri, sentiva con passione una "povertà" nascosta, quella dei giovani. Così era nato Exodus, negli anni '80, per tirar fuori i ...