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Visualizzazione dei post da 2014

La funzione sociale della Chiesa non è ancora stata compresa

Istanbul - Intervento per la commemorazione dell'abbraccio di Gerusalemme

Intervento del Prof. Andrea Riccardi presentazione del volume di Valeria Martano, l'abbraccio di Gerusalemme. Istituto Italiano di Cultura   - Istanbul, 16 dicembre 2014 Sono lieto di ritrovarmi con Sua Santità il Patriarca Bartolomeo che è un protagonista di questa storia ecumenica, che ci sta riservando nuove sorprese (come si è visto con la visita di Papa Francesco in questa città); ma è anche –non va sottovalutato- una memoria vivente e intelligente della vicenda di mezzo secolo di incontro, come abbiamo potuto ascoltare dalle sue parole così impegnative. Del resto essere qui con lui, per me, è un onore, anche perché lo ricordo sempre –fin da quando era giovane- con tanta stima e profonda simpatia. Ringrazio per l’invito a parlare del bel libro di Valeria Martano, e, in particolare, la Direttrice dell’Istituto di Cultura Italiana. Colgo l’occasione per salutare con affetto e stima, oltre al Signor Ambasciatore, anche il Sottosegretario Mario Giro, che ha voluto

Laurea Honoris Causa ad Andrea Riccardi all'Università di Catania

Venerdì 14 novembre alle 11, nell'aula magna del Palazzo Centrale, cerimonia di conferimento della laurea specialistica in "Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale" L'Università di Catania conferirà la laurea specialistica Honoris Causa in "Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale" al fondatore della Comunità di Sant’Egidio  Andrea Riccardi . La cerimonia si svolge venerdì 14 novembre alle 11 , nell'aula magna del Palazzo Centrale. Dopo il saluto del rettore Giacomo Pignataro, la lettura della motivazione da parte del direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali di Scienze Politiche, prof. Giuseppe Barone, e della laudatio da parte del prof. Fulvio Attinà, ordinario di Scienza politica, il prof. Andrea Riccardi terrà la sua lectio doctoralis .

Intervista: "Senza i cattolici danni anche ai musulmani"

Andrea Riccardi, storico  della Chiesa; fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ex ministro dell'Immigrazione e co-direttore del progetto su "Il libro nero della condizione dei cristiani nel mondo", perché questo fenomeno avviene adesso? «Parlare di questa persecuzione è un fenomeno continuo, purtroppo. Lo vediamo con i due cristiani arsi vivi l'altro giorno in Pakistan. È un fenomeno multiplo, con storie diverse, e che compone un panorama mondiale impressionante. E un fenomeno innanzitutto da capire, e che ci lascia attoniti».  Quello che emerge dall'analisi del volume è il numero dei Paesi coinvolti nelle violazioni della libertà religiosa: ben 81 su 196. Un numero molto alto, quasi la metà dei Paesi nel mondo. Non è dato impressionante? «Sì, il numero dei Paesi coinvolti è alto, e sono due le risposte a questo aspetto. La prima è che i cristiani vivono in luoghi in larga parte instabili, oppure nel Sud del mondo. E la seconda è che in fon

Presentazione a Roma, il 13 novembre "Giovanni Paolo II: linee di un pontificato".

Uscire è la nostra sfida ad un mondo triste

Andrea Riccardi su "Avvenire" del 17 ottobre 2014 Primo giorno di Convegno per la Chiesa di Ischia radunata dal "soffio dello Spirito" e dall`invito del suo pastore, il vescovo Pietro Lagnese, per riflettere sull`esortazione apostolica "Evangelii gaudium"  di Papa Francesco che chiama ad essere popolo di Dio in uscita, in cammino verso le periferie. «Vorrei che tutti avvertissimo - ha detto monsignor Lagnese nel suo saluto introduttivo - che questa è una convocazione di Dio. Non stiamo qui per coltivare la nostra immaginazione senza limiti e perdere così il contatto con la realtà del nostro popolo fedele. Siamo qui per cooperare al sogno di Dio sulla sua Chiesa che è in Ischia. Vi chiedo di vivere questi giorni con cuore aperto e disponibile, sapendo che ciò richiede la capacità di mettersi in discussione come persone e come Chiesa ed essere disposti a cambiare strategie, modalità di azione, o forse, di più, il nostro stesso cuore!». Al centro della p

Paolo VI, umile riformatore. Diceva di sentirsi "piccolo come una formica" ma aprì nuovi scenari alla Chiesa. @corriereit

Alla vigilia della batificazione da parte di papa Francesco, una riflessione di Andrea Riccardi sulla figura di Montini, che cambiò la Curia e affrontò con coraggio la difficile fase postconciliare. Paolo VI è un Papa dimenticato. Non ha schiere di devoti come Roncalli o Wojtyla. Eppure Papa Francesco si appresta a beatificarlo. Per lui è figura chiave della Chiesa contemporanea. Per capire il cattolicesimo del nostro tempo, si devono fare i conti con quel pontificato. Anche l'Italia ha un debito con lui. Montini aveva formato, durante il fascismo, gli universitari della Fuci: da quel vivaio sorse tanta classe dirigente democristiana. Inoltre Montini, da sostituto della Segreteria vaticana e collaboratore di Pio XII, appoggiò Alcide De Gasperi e la nascente Dc, accreditandoli presso il Papa, tanto da essere considerato da alcuni cofondatore del partito. Fu a fianco di De Gasperi nella «storia segreta», cioè i difficili rapporti di un politico laico con Pio XII. Fu v

LE ATROCITA' DEL CALIFFATO: NON È UNA GUERRA CONTRO L`OCCIDENTE

EDITORIALE di Andrea Riccardi su FAMIGLIA CRISTIANA Al di là delle decapitazioni, si tratta ancora in larga parte di una battaglia tra musulmani, tra due diverse concezioni di islam . Sono state terribili, quest'estate, le notizie di violenze contro i cristiani e le minoranze da parte delle milizie del cosiddetto califfato in Iraq del Nord. Tutti ne siamo stati molto colpiti. Poi con le terribili decapitazioni, a cominciare dall`americano James Foley (filmata e diffusa), la sfida sembrava rivolgersi contro l`Occidente. C`è stata infine la decapitazione del francese Hervé Gourdel in Algeria compiuta da un gruppo che si richiamava al califfato. Gli occidentali si sentono minacciati. Molti hanno chiesto ai musulmani di delegittimare i violenti. Poi però l'opinione pubblica è stata un po` distratta nel registrare le reazioni musulmane contro il califfato. Sono tante. In Francia, un imprenditore islamico ha detto: «Siamo una maggioranza presa in ostaggio da una minoranza».

Andrea Riccardi alla Giornata Teologica dell'Universidad Pontificia Comillas ICAI-ICADE di Madrid

Il 1 ottobre, a Madrid, Andrea Riccardi ha tenuto una conferenza all'Università Pontificia Comillas,  in occasione dell'XI Giornata Teologica sul tema: "Al servizio della riconciliazione: uno sguardo interdisciplinare".

La sorpresa del papa Francisco. Crisis y futuro de la Iglesia. Il libro di Andrea Riccardi pubblicato in spagnolo.

LA SORPRESA DEL PAPA FRANCISCO. CRISIS Y FUTURO DE LA IGLESIA. Andrea Riccardi Ágape Libros Buenos Aires, 2014 284 páginas  RECENSIONE DI IGNACIO CANAVERO Para comprender quién es Francisco Andrea Riccardi, nacido en Roma en 1950, es el fundador de la Comunidad de san Egidio, una asociación laical, con al menos 50 mil miembros, destinada a promover el diálogo ecuménico en el mundo y el servicio a los pobres y enfermos en más de 70 países. Autor de varios libros y artículos, fue sorprendido por la personalidad cautivante del papa Francisco. Una sorpresa que abarca también a toda la Iglesia y al mundo. Y de esta experiencia proviene justamente el título de la obra: La sorpresa del papa Francisco. Crisis y futuro de la Iglesia. Francisco, para Riccardi, encarna el deseo de muchos cristianos: vivir austeramente, confiando en Dios y anunciando el Evangelio a todos los hombres, en especial a los más pobres. El autor considera que la novedad de Francisco tiene su raíz en la

Cento anni fa una guerra mondiale, non può esserci oggi una pace mondiale? Andrea Riccardi ad Anversa

9 Settembre 2014 19:00 | Grote Markt Andrea Riccardi Fondatore della Comunità di Sant’Egidio Cari amici, Tanti fuochi di Guerra segnano l’orizzonte. Per questo abbiamo voluto un incontro tra donne e uomini di religioni diverse, umanisti, ad Anversa, su una domanda vitale: la pace è il nostro futuro? È la domanda di popoli angosciati, travolti o minacciati dalla guerra: la pace sarà il nostro futuro? Dicono alcuni: non può essere il futuro! Siate realisti! È impossibile evitare i conflitti. La pace non è il futuro! Almeno, per certi popoli… Un “no” rassegnato, in fondo spietato e indifferente. Questo “no” ha un prezzo: sofferenza per centinaia di migliaia di persone; donne ferite e violentate, di bambini a cui è rubata l’infanzia, uomini costretti a fuggire. Gente senza futuro. Noi non vogliamo aggiungere il nostro “no” a quello di tanti altr

Andrea Riccardi: ad Anversa ci interroghiamo su pace e futuro

In questi momenti, il titolo del nostro convegno sembra appena un augurio. La realtà di oggi non è la pace. Non sembra nemmeno il futuro. La guerra è tornata sul territorio europeo tra Russia e Ucraina. L'architettura del Medio Oriente è saltata in due anni, mentre i profughi fuggono perseguitati dal Nord Iraq. La Siria è in preda a una guerra dilaniante e inumana. Storie dolorose che nascono anche dalla riabilitazione dello strumento della guerra, ma pure dalla commistione tra religione e violenza. Storie dolorose che generano una rassegnazione generale nei confronti della guerra.  .... continua

Andrea Riccardi: spendiamo tempo nel dialogo. Il compito è grande, gli uomini e le donne sono piccoli, ma le religioni insegnano che Dio è il più grande.

Il discorso di Andrea Riccardi all'inaugurazione dellIncotnro Internazionale Uomini e Religioni per la Pace " Il coraggio della speranza" Roma, 29 settembre 2013 Convenire a Roma di donne e uomini di religione differente non è rituale o folkloristico. E' per me un gesto di coraggio, anche in rapporto al clima e alle crisi di taluni paesi da cui si proviene. E' segno di interesse, di apertura all'altro, che deborda i confini di una singola comunità, per quanto larga, talvolta autoreferenziale, circoscritta alle proprie gioie e ai propri dolori. Questi mondi, frutto di antiche tradizioni di fede, sono il grembo materno per le esistenze credenti di milioni di persone. Riserve preziose in società spesso povere di speranze. Bisogna che i credenti abbiano il coraggio di guardare fuori dai loro confini: non è gettarsi dietro le spalle le proprie radici, bensì esser loro fedeli nell'avventura spirituale dell'incontro con l'altro.  Papa Franc

L'uomo dell'incontro. Angelo Roncalli e la politica internazionale

Andrea Riccardi L'uomo dell'incontro. Angelo Roncalli e la politica internazionale San Paolo Edizioni, 2014 Giovanni XXIII è stato papa per meno di cinque anni. Questo pontificato breve e di transizione (come l'avevano pensato i cardinali nel conclave del 1958) rappresenta però uno spartiacque nella storia della Chiesa. Papa Giovanni ha colpito i contemporanei per la profondità della sua fede e la qualità della sua umanità, oltre che per l'incisività della sua azione. Hannah Arendt, nel 1965, poco dopo la morte del papa, osserva come Roncalli sia stato soprattutto «un cristiano sul trono di Pietro»: «Nel bel mezzo del nostro secolo questo uomo - scrive - ha deciso di prendere alla lettera, e non simbolicamente, ogni articolo di fede che gli era stato insegnato». Ma chi è stato Angelo Giuseppe Roncalli nella sua lunga vita? Molti ne hanno scritto. Tra l'altro Roncalli ha lasciato una vasta documentazione su di sé e sulla sua vita: le sue agende, l

Andrea Riccardi, cittadino onorario del Mozambico

Il riconoscimento conferito al fondatore della Comunità di Sant'Egidio nel corso di una cerimonia al Palazzo Presidenziale di Maputo, dal presidente Guebuza, il 25 giugno 2014. Per l'anniversario dell'Indipendenza, la Repubblica del Mozambico  ha voluto  rendere omaggio ad Andrea Riccardi, a mons. Matteo Zuppi e alla Comunità di Sant'Egidio,per i meriti eccezionali e le attivita' svolte a favore della creazione di un clima di pace e di sviluppo economico e sociale in Mozambico. Andrea Riccardi e Matteo Zuppi, infatti, sono stati mediatori nel processo di pace del Mozambico, che si svolse presso la Comunita' di Sant'Egidio dal luglio 1990 ad ottobre 1992. PER SAPERNE DI PIU':

L'appello di Andrea Riccardi per "Aleppo, città aperta"

Il 22 giugno, Andrea Riccardi ha lanciato un appello per la salvezza di Aleppo, a cui hanno già aderito numerose personalità del mondo politico, dell'associazionismo e della società civile. Vedi le firme   Il testo dell'appello Faccio un appello per Aleppo. Accade  qualcosa di terribile. Ma viene ignorato. Oppure si assiste rassegnati. Sono due anni che si combatte ad Aleppo. Nel luglio 2012 è iniziata la battaglia nella città più popolosa della Siria. Eppure i suoi due milioni di abitanti sono rimasti, preservando la millenaria coabitazione fra musulmani e cristiani. La città è segmentata: la maggior parte dei quartieri in mano lealista, ma anche zone controllate dai ribelli, pur arretrati dall'occupazione dell'estate 2012. A loro volta i ribelli sono incalzati da sudovest dalle forze governative. La gente non può uscire dalla città accerchiata dall'opposizione, tra cui fondamentalisti intransigenti e sanguinari. Per i cristiani, uscire dalla zon

Conversazione di Limes con Andrea Riccardi a un anno dall'elezione di Bergoglio: "Francesco è il primo papa della globalizzazione"

Conversazione con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio. A un anno dall'elezione di Bergoglio, anticipazione da Limes in edicola.  a cura di LUCIO CARACCIOLO e FABRIZIO MARONTA LIMES Nella concezione del governo ecclesiastico di Francesco, l’Italia sembra occupare un ruolo  marginale. Il rapporto del papa con l’episcopato italiano è freddo, al pari di quello con le nostre  autorità. Roma, storicamente centro del cattolicesimo, rappresenta un impedimento per questo  pontefice?   RICCARDI Non credo, perché a ben vedere l’Italia è un po’ la sua seconda patria. Bergoglio non ha  viaggiato molto per gli standard odierni degli alti prelati, che ormai sono dei globetrotter. Rispetto  a molti altri paesi, dell’Italia ha però una discreta conoscenza. A partire da quella linguistica: l’uso  pressoché esclusivo dell’italiano, prediletto non solo all’inglese ma persino allo spagnolo, salta  agli occhi. Tuttavia, la sua esperienza del mondo è maturata altrove. Contin

Non possiamo respingerli - un editoriale su Famiglia Cristiana

Matteo Renzi ha avuto l’indiscutibile capacità di far valere in sede europea le ragioni della ripresa italiana, perché l’Europa sia una comunità di destino e non una matrigna. Ma c’è un altro grave problema su cui l’Unione deve risvegliarsi: la questione dei rifugiati, un problema che impone di diventare una comunità di destino proiettata nel mondo. Renzi può far lievitare una politica comune, in forza della particolare responsabilità dell’Italia nel Mediterraneo. Del resto l’Italia non sfugge al suo dovere; anzi compie una supplenza nel vuoto di responsabilità nel Mediterraneo. La Marina militare, con l’operazione Mare Nostrum, fa un’opera ammirevole, soccorrendo i barconi di profughi e salvando tante vite umane. Ma c’è bisogno di una politica europea. L’Italia non deve invocare l’Europa per sfuggire ai suoi impegni. A fronte alta, il Paese ha la responsabilità di chiedere all’Europa un coinvolgimento politico nel Mediterraneo. LEGGI TUTTO

Marco Pannella, convalescente, riceve la visita di Andrea Riccardi: umanizzare le carceri una battaglia comune.

ROMA - Andrea Riccardi si è recato in visita a trovare Marco Pannella, convalescente. E indebolito dallo sciopero della sete. Una visita personale e di solidarietà, anche a nome della Comunità di Sant’Egidio, di cui l’ex-ministro è fondatore, che ha il significato di un impegno rafforzato nella battaglia per umanizzare le carceri italiane, sovraffollate, spesso disumane e a rischio di grave sanzione dal 24 maggio prossimo. 
“Le carceri italiane hanno perso, per motivi strutturali e ragioni che nulla hanno a che vedere come la sicurezza, la funzione originaria di espiazione della pena e riabilitazione. Così come sono producono recidive nel 67 per cento dei casi, due volte su tre. E è terribile il bilancio di circa 60 suicidi ogni anno, 100 volte di più che in Italia, cui corrispondono anche troppi suicidi degli agenti di custodia, dieci volte di più quello che accade nel resto della popolazione. E’ una situazione malata: assieme a un diverso sistema delle pene, non carcero-ce

Giovanni Paolo II e la fine del comunismo - Presentazione del libro di M. Signifredi

LA NORMALITÀ (ECCEZIONALE) DI FRANCESCO

LA VOCE DI UN UOMO NORMALE CHE SIEDE SUL TRONO DI PIETRO ANDREA RICCARDI sul Corriere della Sera del 6 marzo 2014 Oggi papa Francesco non è più una sorpresa, ma un interlocutore familiare per tutti. L`intervista al Corriere è uno sguardo globale sull`eccezionale normalità con cui ha guidato la Chiesa a un anno dall`elezione. Ha cambiato il clima nella Santa Sede e tutt'attorno Intervista di papa Francesco al Corriere è davvero uno sguardo globale su come ha governato la Chiesa a un anno dall`elezione. Oggi Jorge Bergoglio non è più una sorpresa, ma un interlocutore familiare per tutti, cattolici e non. Il suo carisma non si è però consumato con una forte esposizione personale e mediatica? Il Papa dice con chiarezza nell`intervista al direttore Ferruccio de Bortoli che non vuole apparire un uomo straordinario: non gli piace «una certa mitologia di papa Francesco». Allude alla voce che uscirebbe la notte per aiutare i barboni: «Dipingere il Papa come una sorta di superman,

Intervista "Francisco es como un padre que añorábamos"

Por:  José María Poirier En su visita a la Argentina, el fundador de la Comunidad de Sant’Egidio dialogó con Cn revista y no ocultó su alegría por el mensaje que está transmitiendo el Papa. El historiador y docente universitario italiano Andrea Riccardi (nacido en Roma en 1950) es el fundador de la Comunidad de Sant’Egidio, hoy con presencia en muchos países del mundo a través de sus iniciativas por la paz, el acompañamiento a los más pobres, la integración social de chicos y ancianos y la evangelización. Ocupó recientemente un ministerio en el gobierno técnico de transición de Mario Monti, que afrontó una de las graves crisis políticas de su país. Fue, por otra parte, un estrecho aliado de otros dirigentes católicos, como Chiara Lubich. Él mismo afirma al referirse a ella: “Tuvimos una muy fuerte relación, nos unía una gran amistad; a menudo nos encontrábamos o nos llamábamos por teléfono. Ella llevó