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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Lo strappo dei lefebvriani: una dolorosa deriva settaria

Un momento delle ordinazioni episcopali del I Luglio a  Ecône - Foto da Facebook Ignorando l'accorato appello di Leone XIV, hanno ordinato quattro vescovi La settimana scorsa, a Ecône , in Svizzera, sono stati ordinati quattro vescovi, senza mandato del Papa, da Bernard Fellay e da Alfonso de Gallareta, già consacrati all'episcopato da monsignor Marcel Lefebvre nel 1988. Per questo, scomunicati.  La Fraternità di San Pio X, fondata da Lefebvre per dare una formazione preconciliare, vuole continuare con nuovi vescovi e preti. Come una Chiesa scismatica.  Leone XIV ha pregato di evitare le ordinazioni, che portano alla scomunica e allo scisma. Il superiore della Fraternità ha affermato: «Noi vogliamo servire e amare la Chiesa».  Ma quale Chiesa? Non quella di Leone XIV che, per loro, ha ceduto al modernismo e al protestantesimo, tradisce la tradizione con la Messa in lingua parlata e non in latino, propugna la libertà religiosa e il dialogo con i non cattolici...

Ogni vita che giunge da lontano ci chiede se siamo ancora umani

Papa Leone XIV a Lampedusa sosta presso la Porta d'Europa il 4 Luglio - Foto Suore Guanelliane I1 4 luglio, 250° anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti, Leone XIV è a Lampedusa, alla Porta d'Europa, simbolo di speranze e attese di tanti migranti, spesso deluse (e drammaticamente con la morte). Il primo Papa americano non è a Washington per celebrare l'Indipendenza, come taluni speravano negli Usa. Non è il suo posto, perché è un "pastore universale".  Però Leone è un vero americano, figlio dei migranti che hanno fatto la storia americana: ha origini francesi, italiane, spagnole e creole della Louisiana. È anche cittadino del Perù, dove il 10% degli abitanti è emigrato (100 mila in Italia). La sua storia, come quella di Bergoglio, mostra quanto l'emigrazione abbia costruito una parte importante del mondo.  Eppure, da qualche decennio, i migranti sono additati come una pericolosa invasione. In un mondo in cui si teme il futuro, in cui siamo più s...

Sparito il "Noi", l'"Io" è solo in un mondo complicato. Nell'era dell'intelligenza artificiale diventa essenziale ricomporre il tessuto sociale

«Se guardiamo le dinamiche mondiali» - si legge nella Magnifica Humanitas di Leone XIV - «ri- conosciamo sempre più chiaramente l'espandersi di una cultura della potenza fatta di polarizzazioni e violenze». Questa cultura normalizza la guerra (anche con l'intelligenza artificiale, che rende le armi autonome dalla decisione umana): «Viviamo in un tempo di notevole cecità spirituale e culturale».  La rivista Le Grand Continent parla del mondo odierno come di un «impero dell'ombra». Quale alternativa per chi vuole un utilizzo responsabile della tecnologia? La domanda è seria e rivela la nostra debolezza di fronte ai signori dell'IA. Questi, sovente, si sentono un'élite che deve rivoluzionare il mondo, ma sono agganciati a modelli tradizionalisti, tanto che si parla di «accelerazione reazionaria». Spesso nella gente comune - dice il Papa - si insinua «una forma elegante di resa» di fronte a un presente troppo complicato. Tra il diluvio di informazioni che sfida la n...