Passa ai contenuti principali

Presentazione del libro “Oltre la crisi della Chiesa. Il pontificato di Benedetto XVI”

Benedetto XVI: Università Gregoriana, “oltre la crisi”, il 20 maggio la presentazione di un volume per “un bilancio storico”


    Il pontificato di Benedetto XVI è stato oggetto di numerose analisi su questioni specifiche, ma non ancora di un bilancio storico complessivo. È quanto si propone il volume “Oltre la crisi della Chiesa. Il pontificato di Benedetto XVI” (Lindau) di Roberto Regoli, direttore del Dipartimento di Storia della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana. L’opera è presentata venerdì  20 maggio, alle ore 18, presso l’aula magna della Pontificia Università Gregoriana, dove Joseph Ratzinger insegnò nel 1972-‘73. Dopo gli indirizzi di saluto di p. Nuno da Silva Gonçalves, decano della Facoltà di Storia e Beni culturali della Chiesa nominato prossimo rettore dell’Università, intervengono mons. Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, e lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. Introduce e modera l’incontro Paolo Rodari, vaticanista di “La Repubblica”. Sarà presente l’autore.

    Commenti

    1. Georg Ganswein parla di due Papa. Lo scrittore cattolico, ma non proprio, prende spunto per affermare che il Papa vero è Benedetto XVI e che Bergoglio non lo è ; Papa Francesco elogia il Papa emerito dicendo che continua a pregare in ginocchio. Nasce spontaneo l'interrogativo: ma all'Arcivescocvo Georg piace o non piace Papa Bergoglio legittimamente e con ampi consensi eletto da chi è deputato ad eleggere il Pontefice, peraltro, con il beneplacito dello stesso dimissionario ex Papa Benedetto XVI?

      RispondiElimina

    Posta un commento

    Post popolari in questo blog

    Sudan, la guerra invisibile che riguarda anche l'Europa

    Profughi sudanesi in Ciad, ad Adre - 24 Gennaio 2025 - Foto Foreign Office UK/Russel Watkins Da 3 anni il Paese è devastato da scontri tra fazioni. E i rifugiati diventeranno un nostro problema Tra le troppe guerre aperte (oltre 50), forse una delle più sanguinose è quella in Sudan, dove il conflitto civile è iniziato nell'aprile del 2023. Se ne parla solo a tratti.  Sulle vittime i dati sono scarsi perché la guerra è avvolta dal silenzio e dal disinteresse: è raro che giornalisti indipendenti od operatori umanitari abbiano accesso alle aree degli scontri. Si parla di circa 30 mila morti in combattimento e di 150 mila per fame e malattie. Secondo gli esperti, tuttavia, oltre 5 milioni di sudanesi sono a rischio.  La guerra è esplosa tra i due alleati del golpe del 2021: l'esercito ufficiale (Saf, Sudanese Armed Forces) e le Forze rapide di supporto (Rsf), milizia paramilitare usata per combattere i ribelli del Darfur. I due gruppi si sono divisi per ragioni economiche (il c...

    Giovanni Paolo II: un uomo di Dio dalla profonda umanità

    Roma 1979, uno dei primi incontri fra Giovanni Paolo II e Andrea Riccardi Sapeva ascoltare. Non si chiuse in Vaticano: la sua Chiesa voleva essere anima e compagna dei popoli Giovanni Paolo II è morto il 2 aprile 2005. Quindici anni fa. È passato tanto tempo e il mondo è cambiato. Era figlio di una terra lontana: nato in Polonia nel 1920, dopo la Prima guerra mondiale aveva vissuto l'orrore della Seconda e della Shoah, era stato testimone della persecuzione comunista. Eppure il suo ricordo e le sue immagini comunicano ancora oggi una forza viva. Non sanno di passato. Quando l'ho accostato personalmente, ho avuto sempre l'impressione di un uomo abitato da forza e fede. Nella preghiera si raccoglieva tutto in Dio in modo stupefacente. Era uno spirituale, ma nell'incontro era simpatico, umano, attento alle persone, interessato a tutti gli aspetti, anche i più laici o personali. Nonostante fosse il Papa, era un amico, fedele verso i nuovi e gli antichi amici. Sul t...

    La Settimana Santa ci richiama alla compassione. Dall'Ucraina al Libano e all'intero Medio Oriente, non possiamo abituarci al grande dolore delle guerre

    Siamo in tempi difficili. Talvolta spaesati e disorientati. Non si vede come le guerre in corso - basta pensare all'Ucraina o alla situazione infiammata in Medio Oriente - approdino a una tregua o alla pace. Ma siamo nella Settimana Santa, in cui la memoria della Passione di Gesù ci spinge a pensare al suo grande amore e alle croci di tanti uomini e donne.   Il piccolo Libano, paese di convivenza (non sempre facile) tra cristiani e musulmani, con meno di sei milioni di abitanti, accoglie due milioni di profughi spinti dal Sud del Paese verso il Centro e il Nord. Una situazione dolorosa e di estremo bisogno.  Non si dimentichi che il Libano ospita dal 1949 mezzo milione di rifugiati palestinesi e da qualche anno due milioni di siriani che hanno lasciato la Siria per la guerra civile. E noi ci lamentiamo di qualche rifugiato!  La Passione e la Croce di Gesù ci chiamano a stare vicini a chi soffre: accanto a noi e in terre lontane. È la scelta di Maria, delle donne, del dis...