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Al Tayyib al Bataclan - l'Islam di pace del grande imam

Il grande iman di Al Azhar, Ahmed Al Tayyb, si è inchinato al Bataclan, a Parigi, innanzi alle vittime del terrorismo islamista. Un fatto molto significativo, per molti sorprendente, avvenuto al termine del colloquio al Municipio di Parigi su Oriente e Occidente: civiltà in dialogo, voluto dalla Comunità di Sant’Egidio e dall’Università di Al Azhar. Tayyb veniva da Roma, dove aveva visto papa Francesco che aveva commentato: “il nostro incontro è già un messaggio”. L’intenso omaggio al Bataclan ha culminato in una preghiera, che il religioso ha letto ad alta voce e poi deposto. Vi si legge: “Il terrorismo non ha patria, né fede, né religione”. Una condanna totale del terrorismo che si rifà all’islam. Infatti Tayyb, dal 2010 la personalità più autorevole dell’islam sunnita, sta facendo un vasto lavoro nel mondo musulmano: costruire una vasta convergenza su una piattaforma tradizionale e pacifica. In questa linea guida l’Unione dei saggi musulmani, cui aderiscono personalità islamiche di vari paesi, anche sciite. Sa come oggi l’islam sia dilaniato da incomprensioni profonde e conflitti, ma mira a sottrarlo all’estremismo e alla confusione delle interpretazioni fondamentaliste.

Parlando al Municipio di Parigi, dopo aver elogiato la Francia, ha detto: “Voglio esortare i nostri fedeli e predicatori in Europa a seminare l’islam che ci è stato insegnato: quello che rispetta la persona”. Ha chiesto ai musulmani nelle società europee di integrarsi lealmente come cittadini. La globalizzazione è un nuovo scenario di vita per i musulmani. Un anno fa, le autorità islamiche, riunite a Marrakech, hanno affermato la piena libertà e cittadinanza dei non musulmani nelle società musulmane, fondandosi sulla giurisprudenza islamica. Sono cambiamenti importanti.

Le parole e i gesti di Al Tayyb danno voce al mondo musulmano che vuole vivere pacificamente con tutti. Non è un islam occidentalista ma – secondo l’imam di Al Azhar- quello della vera tradizione. Lui stesso è un religioso tradizionale, non un uomo dell’Occidente: legato alla linea spirituale sufi e studioso, fin dalla giovinezza, di testi mistici. Si colloca pienamente nel quadro della cultura e della mentalità orientale, diversa da quella occidentale. Ma si distanzia –con motivazioni religiose- dagli estremisti che, per lui, sono figli spaesati e radicalizzati della globalizzazione, che stravolgono l’islam a fini di potere o autoaffermazione. E non sono pochi. Tanto più fa la differenza la linea di Al Tayyb. L’imam trova vasti consensi tra i musulmani che sentono di appartenere a una storia diversa dall’Occidente ma non si contrappongono ad esso. A Firenze, lo scorso anno, nel quadro del dialogo Oriente-Occidente, Tayyb ha apertamente affermato: “La civiltà occidentale, nonostante i suoi limiti, ha salvato l’umanità”. Non è poco, quando il terrorismo islamista colpisce i simboli di questa civiltà, per accreditarsi sulle masse musulmane.

Questo editoriale di Andrea Riccardi è pubblicato su Famiglia Cristiana del  5/6/2016

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