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L'esodo di Ceuta, un pretesto per minare l'unità dell'Europa



Sospendere la libera circolazione delle persone prevista da Schengen è solo un'azione dimostrativa

Colpiscono molto le immagini di una folla di marocchini, in gran parte giovani maschi ma anche famiglie, che superavano la barriera tra l'exclave spagnola Ceuta e il Marocco. La maggior parte è arrivata a nuoto. Si getta su questo lembo di terra spagnola un popolo di "dannati della terra", che non hanno altro che il proprio corpo. Forse 60 mila persone, entrate in un`exclave sulla costa africana (appartenente alla Spagna dal 1668), abitata da 83.600 residenti.

Si può immaginare lo sconcerto e il timore della popolazione di Ceuta. Il dramma di Ceuta è stato visto come immagine dell'invasione dei popoli del Sud verso un'Europa ricca e attrattiva. 

Nella nostra politica reattiva sui social e nelle dichiarazioni, si è scatenata la colpevolizzazione del Governo spagnolo accusato dall'Italia e da vari altri Paesi europei di aver provocato l'esodo dei marocchini, attratti dalla recente regolarizzazione di mezzo milione di migranti in Spagna. Il premier Sànchez ha motivato la regolarizzazione non solo con ragioni umanitarie, ma con la necessità di manodopera per l'economia e la volontà di favorire l'integrazione di migranti in situazione non regolare, garantendo la sicurezza di tutti.

Subito il dibattito politico si è polarizzato. L'Italia ha sospeso Schengen. Ma cerchiamo di capire. Prima di tutto Ceuta non può sopportare la situazione. Nel momento in cui si scrive, però, quasi tutti i 60 mila "invasori" sono rientrati in Marocco. Purtroppo, 100 di loro hanno perso la vita in mare e non torneranno più. Quel mare che, in luglio, ha visto altri 30 annegati nella traversata. Questi morti, la folla di migranti che approda a Ceuta, la paura degli abitanti della città, dovrebbero imporre un atteggiamento più meditato. 

Chi sono i poveri protagonisti di questo rapido e drammatico esodo? Tutti marocchini e non altri africani che pur ci sono in Marocco. Eppure, pochi giorni fa il re del Marocco vantava lo sviluppo del Paese e ora 60 mila giovani fuggono? È un'operazione ben organizzata. Sànchez, in base a informazioni marocchine, ha denunciato le mafie che, tramite i social, avrebbero convogliato i migranti verso Ceuta. I rapporti tra Madrid e Rabat non sono buoni. Un motivo sono Ceuta e Melilla, reclamate dal Marocco, mentre appartengono a Madrid da secoli. Da poco Sànchez è stato in visita (riuscita) in Algeria, in crisi con il Marocco, tanto che le frontiere tra i due Paesi sono chiuse. L'invasione in massa potrebbe essere una ritorsione marocchina? 

Tanti motivi consigliano prudenza nel giudizio. Certo è che i 60 mila migranti marocchini non sarebbero potuti sbarcare sul continente, perché Ceuta e Melilla hanno uno statuto speciale che impone il controllo dei documenti per chi passa in Spagna. 

Per questo sospendere Schengen è una decisione meramente dimostrativa di diffidenza verso Madrid. In ogni modo il clima è tanto cambiato in Europa. Ricordo una crisi a Lampedusa, nel settembre 2023, per l'arrivo concentrato di 7 mila migranti. Il Consiglio europeo di Granada mise all'ordine del giorno il problema migratorio, elaborando una linea unitaria. Una politica che oggi esiste in Europa. Quel che è cambiato è il clima. La solidarietà europea è secondaria rispetto al mostrare un atteggiamento forte sulla questione migratoria: ogni governo europeo, anche di destra, ha chi lo contesta e chiede una politica più radicale. 


Editoriale di Andrea Riccardi su Famiglia Cristiana del 9/8/2026

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