Passa ai contenuti principali

L'incontro tra papa Francesco e António Guterres: cerchiamo insieme l'unità, nessuno può salvarsi da solo

Foto: UN Photo by Rein Skullerud

Il messaggio di Bergoglio e del segretario generale dell'Onu: la crisi attuale nasce dalla mancanza di una coscienza condivisa del bene comune

Il segretario generale dell`Onu António Guterres ha visitato papa Francesco in Vaticano. Non è stato un incontro protocollare. Guterres ha una lunga esperienza, non solo come politico portoghese ed europeo: prima dl guidare l'Onu, è stato Alto commissario per i rifugiati. 
Nei colloqui romani, il segretario non ha nascosto le preoccupazioni per la fragilità della pace in tante parti del mondo e per il disimpegno di molti Paesi sulle questioni ecologiche. 
Bergoglio e Guterres hanno lanciato due messaggi convergenti al mondo: «In questi tempi turbolenti e difficili dobbiamo stare insieme per la pace e l'armonia», ha dichiarato il segretario, sottolineando il ruolo di Francesco sulle grandi tematiche del bene comune: la pace. l`ecologia, i rifugiati.
La grande crisi del nostro tempo è la mancanza di una coscienza condivisa del bene comune, sempre più necessaria nel mondo globale: nazionalismi, sovranismi, difesa degli interessi particolari spingono in tutt'altro senso e illudono che, da soli, ci si può salvare e si può guadagnare. Chiesa e Nazioni Unite hanno una visione non parziale del mondo, pur nella differenza di prospettive. È una visione rispondente alla realtà globale più delle illusorie prospettive nazionalistiche o suprematiste. Francesco appoggia la diplomazia del dialogo e delle organizzazioni internazionali: «È indispensabile per costruire un mondo pacifico». Non è una posizione politicamente corretta, ma discende dalla storica convinzione della Chiesa dell`unità del genere umano: «Riconosciamoci membri di un'unica umanità», ha detto il Pontefice, e prendiamoci cura della nostra Terra che, generazione dopo generazione, ci è stata affidata da Dio in custodia perché la coltiviamo e la lasciamo in eredità, ai nostri figli.
«Non possiamo, non dobbiamo girarci dall'altra parte», è stato il motivo ricorrente dell`intervento del Papa: di fronte alla fame, agli abusi sui bambini, allo strazio della vita umana non nata o malata, alle guerre e alla violenza. 
Un tema importante, trattato dal Papa e dal segretario insieme (una novità!), è stata la persecuzione dei cristiani e del credenti delle varie religioni. «Non possiamo salvarci da soli», ha detto Francesco. Non è possibile un futuro contro o senza gli altri.
Il messaggio non è pessimista: tanta gente nel mondo «si impegna gratuitamente», soprattutto i giovani che domandano un futuro più umano. Alla fine, Francesco ha tratto una lezione, distillato della sapienza cristiana: «Il Natale, nella sua genuina semplicità, ci ricorda che ciò che veramente conta nella vita è l'amore».

Editoriale di Andrea Riccardi su Famiglia Cristiana del 5/1/2020

Commenti

Post popolari in questo blog

Sudan, la guerra invisibile che riguarda anche l'Europa

Profughi sudanesi in Ciad, ad Adre - 24 Gennaio 2025 - Foto Foreign Office UK/Russel Watkins Da 3 anni il Paese è devastato da scontri tra fazioni. E i rifugiati diventeranno un nostro problema Tra le troppe guerre aperte (oltre 50), forse una delle più sanguinose è quella in Sudan, dove il conflitto civile è iniziato nell'aprile del 2023. Se ne parla solo a tratti.  Sulle vittime i dati sono scarsi perché la guerra è avvolta dal silenzio e dal disinteresse: è raro che giornalisti indipendenti od operatori umanitari abbiano accesso alle aree degli scontri. Si parla di circa 30 mila morti in combattimento e di 150 mila per fame e malattie. Secondo gli esperti, tuttavia, oltre 5 milioni di sudanesi sono a rischio.  La guerra è esplosa tra i due alleati del golpe del 2021: l'esercito ufficiale (Saf, Sudanese Armed Forces) e le Forze rapide di supporto (Rsf), milizia paramilitare usata per combattere i ribelli del Darfur. I due gruppi si sono divisi per ragioni economiche (il c...

Giovanni Paolo II: un uomo di Dio dalla profonda umanità

Roma 1979, uno dei primi incontri fra Giovanni Paolo II e Andrea Riccardi Sapeva ascoltare. Non si chiuse in Vaticano: la sua Chiesa voleva essere anima e compagna dei popoli Giovanni Paolo II è morto il 2 aprile 2005. Quindici anni fa. È passato tanto tempo e il mondo è cambiato. Era figlio di una terra lontana: nato in Polonia nel 1920, dopo la Prima guerra mondiale aveva vissuto l'orrore della Seconda e della Shoah, era stato testimone della persecuzione comunista. Eppure il suo ricordo e le sue immagini comunicano ancora oggi una forza viva. Non sanno di passato. Quando l'ho accostato personalmente, ho avuto sempre l'impressione di un uomo abitato da forza e fede. Nella preghiera si raccoglieva tutto in Dio in modo stupefacente. Era uno spirituale, ma nell'incontro era simpatico, umano, attento alle persone, interessato a tutti gli aspetti, anche i più laici o personali. Nonostante fosse il Papa, era un amico, fedele verso i nuovi e gli antichi amici. Sul t...

La Settimana Santa ci richiama alla compassione. Dall'Ucraina al Libano e all'intero Medio Oriente, non possiamo abituarci al grande dolore delle guerre

Siamo in tempi difficili. Talvolta spaesati e disorientati. Non si vede come le guerre in corso - basta pensare all'Ucraina o alla situazione infiammata in Medio Oriente - approdino a una tregua o alla pace. Ma siamo nella Settimana Santa, in cui la memoria della Passione di Gesù ci spinge a pensare al suo grande amore e alle croci di tanti uomini e donne.   Il piccolo Libano, paese di convivenza (non sempre facile) tra cristiani e musulmani, con meno di sei milioni di abitanti, accoglie due milioni di profughi spinti dal Sud del Paese verso il Centro e il Nord. Una situazione dolorosa e di estremo bisogno.  Non si dimentichi che il Libano ospita dal 1949 mezzo milione di rifugiati palestinesi e da qualche anno due milioni di siriani che hanno lasciato la Siria per la guerra civile. E noi ci lamentiamo di qualche rifugiato!  La Passione e la Croce di Gesù ci chiamano a stare vicini a chi soffre: accanto a noi e in terre lontane. È la scelta di Maria, delle donne, del dis...