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L'ultimo regalo di padre Jacques: ricordarci che l'estate è un tempo in cui sentire l'invito di Dio a prendersi cura del mondo

In questo editoriale su Famiglia Cristiana, Andrea Riccardi ricorda una bellissima espressione di padre Jacques Hamel, l'anziano prete francese ucciso lo scorso anno al termine della messa, che è opportuno rileggere in questo periodo estivo. "L'estate - diceva il sacerdote martire - è un tempo per essere più attenti a chi è solo e in cui sentire l'invito di Dio a prendersi cura del mondo"
Un anno fa è stato ucciso a Rouen, in Francia, padre Jacques Hamel. Era il 26 luglio. La Francia ha sentito l'orrore per l'assassinio di un prete sull'altare. Era indifeso e anziano. L'incredibile fatto ha acceso l'attenzione su di lui. Chi era? Perché appariva così minaccioso ai terroristi? Un bel libro di Jan De Volder, Martire (San Paolo), illustra la sua vita. Un prete che non andava in pensione, nonostante gli 86 anni, in larga parte al servizio della gente in quartieri periferici. Il sacerdozio non ha limiti di età, se è ministero, quindi servizio. Del resto, per i cristiani, vivere per gli altri non finisce con la pensione. Anzi, talvolta, l'età anziana apre nuove opportunità, anche se la nostra società spreca le risorse rappresentate dagli anziani. Padre Jacques, con la sua vita, mostra il senso di un vivere per gli altri, ben lontano dall'eroismo o da un romantico protagonismo. Eppure è morto da martire.
Poco prima di essere ucciso sull`altare a Rouen, l`anziano prete ricordava che le vacanze sono uno spazio di rigenerazione
In questo anniversario mi sono tornate sotto gli occhi le parole che Hamel scriveva il 6 giugno 2016 ai parrocchiani, le ultime prima della morte. Riguardano le vacanze e hanno un senso particolare in questo periodo. Gran lavoratore, padre Jacques sapeva che le vacanze sono utili: «Momento di relax, ma anche di rigenerazione, di incontri, di condivisione, di convivialità». La sua lezione ha un significato anche in questa estate. Per lui le vacanze sono spazio di amicizia, per la famiglia, per incontri, per distaccarsi dalle occupazioni abituali. Ma possono essere pure un momento di crescita spirituale.
Anche questo fa parte del distaccarsi dalle cose di sempre e dalla routinizzazione della vita. E lo spazio della preghiera e per leggere il Vangelo, «come una parola che fa vivere l'oggi». Così dice Hamel con espressioni semplici, levigate da pluriennali frequentazioni di tante persone differenti, di varie generazioni. Ricorda che la natura introduce nel «gran libro della creazione», che parla di Dio. Aggiunge, quasi sommessamente, che l'estate è un tempo per essere più attenti a chi è solo. Padre Jacques propone, per i giorni di vacanza, un impegno di sempre: «Che possiamo... sentire l'invito di Dio a prenderci cura di questo mondo, a farne, là dove viviamo, un mondo più caloroso, più umano, più fraterno». Una bella sintesi da vivere: il sogno del Vangelo, che lui esprime in modo nitido con le parole della gente comune.
D'estate sembra che ci siano meno scuse per sottrarsi. C`è tanto bisogno di pace: «Un migliore vivere insieme». Hamel pensava alle difficoltà in famiglia o nella società e forse anche alla complessa convivenza con alcuni gruppi islamici affacciatisi al suo orizzonte. Chiedeva di pregare. Possiamo sottoscrivere questo messaggio di un anziano prete (che non andava in pensione, ma sapeva il valore delle vacanze) in tutte le espressioni fino all'ultima affettuosa: «Buone vacanze a tutti!». •

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