Una manifestazione davanti a San Pietro nella Giornata Mondiale della Pace - 1° Gennaio 2023 - Foto Sant'Egidio In un tempo segnato da guerre, incertezza e paura possiamo disarmarci e disarmare gli altri Alcuni criticano le spese natalizie: i regali, le luminarie. Tutto effimero. Eppure, dietro a tutto questo, c'è una voglia di felicità, di far piacere agli altri, di vivere un bel momento. È male? Purtroppo questi desideri si spengono nel giro di qualche giorno nelle delusioni del non riuscire a stare con gli altri e far festa. Infatti la società è scarica di sogni. Di fronte al nuovo anno abbiamo pochi sogni o abbiamo paura di averne. Essere cauti nel sognare ci viene consigliato dalla realtà in cui viviamo: l'orizzonte del mondo è segnato da troppa guerra e da molta incertezza. Questo si riverbera anche nel piccolo della nostra vita. Se ci si affaccia alla finestra del mondo, ci si ritrae spaventati nel proprio guscio. E starsene da soli, nel proprio guscio, di certo n...
Si chiude l'anno. Vengono spontanei i bilanci. Se ci guardiamo attorno, è difficile un bilancio positivo. Ci sono troppe guerre in corso. Il disordine internazionale è forte: tutti contro tutti. Così il futuro non è rassicurante. Ci si sente esposti. L'Europa è criticata per la sua staticità. La nostra Italia, ancora ricca complessivamente e rispetto ad altri, registra povertà crescenti e un diffuso malessere. Il malessere prende gli anziani che crescono di numero e vorrebbero più famiglia e più cure. Tocca i giovani che guardano al futuro, preoccupati per il lavoro che manca. Il malessere riguarda tutti. Quale la sua origine? Tante, ma soprattutto la mancanza di speranza. Lo mostra il pessimismo diffuso. Il Giubileo riguarda la speranza. Per un anno Francesco e Leone l'hanno predicata. La speranza non è la fiducia in un progresso costante per sé e per la società. Per Mircea Eliade, studioso delle religioni, questa è come una moderna superstizione, tanto che s...