Passa ai contenuti principali

Una cultura in cui coscienza e legge si innervino del senso dell’umano


Il bisogno di momenti di vera cultura si misura dalla folla che riempie il chiostro di San Domenico, a Fondi, ieri sera, 29 agosto, per la presentazione del libro “La coscienza e la legge” scritto a quattro mani da mons. Vincenzo Paglia e Raffaele Cantone. Al colloquio partecipano – insieme agli autori - AndreaRiccardi, Marco Impagliazzo e mons. Luigi Vari.
Il tema è di grande attualità. “Abbiamo bisogno in questo paese di una cultura in cui la coscienza e la legge si innervino del senso dell’umano” Afferma Riccardi in apertura, per affrontare poi questioni sostanziali nel dibattito attuale: il crollo del noi, la deriva della società che trasforma il popolo in plebe, le elezioni in plebisciti. La crisi delle culture popolari “Ma la cultura cristiana è una risorsa di questo paese”. E conclude: “Nella dimensione della storia e della giustizia la misericordia e la giustizia sono cresciute”.
“Il disegno di fondo – gli fa eco Vincenzo Paglia - è ritessere il tessuto umano e una visione comune. Senza questo sogno di ritessere la convivenza non vale né la giustizia né la coscienza”.
Mantenere la sicurezza senza perdere la giustizia ed essendo umani e misericordiosi, è la questione cruciale che fa da “fil rouge” a un  dibattito che non potrebbe essere più attuale, in un tempo in cui - conclude Impagliazzo  -  tanti, nel mondo, credono nella giustizia “fai da te” e la sfida alla democrazia è un fenomeno globale.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'avvenire dell'Africa può cominciare dalla Costa d'Avorio

Una veduta di Abidjan di Gennaio 2025 - Foto Creative Commons Decisivo consolidare la democrazia del Paese. Le prossime elezioni saranno un banco di prova L'Africa non è tutta "nera" - così titolava anni fa Limes , l'autorevole rivista geopolitica. È un invito a leggere con attenzione le diversità e gli squilibri di un continente forse più complesso del nostro.  Sono ritornato di recente in Costa d'Avorio, Paese che conosco dagli anni Novanta. La capitale economica (in pratica pure politica), Abidjan, non era allora la megalopoli odierna con oltre sette milioni di abitanti, ma una città tranquilla, verde, niente di simile alla realtà caotica, vivace e trafficata di oggi. Nel 1960, all'indipendenza, contava 200 mila abitanti. Ora le grandi costruzioni, i grattacieli, le torri, le tante opportunità offerte in differenti campi, ne fanno una megacittà avveniristica, ben collocata nel mondo globale.  Abidjan è una città ricca, molto ricca, differente da tante c...

Sudan, la guerra invisibile che riguarda anche l'Europa

Profughi sudanesi in Ciad, ad Adre - 24 Gennaio 2025 - Foto Foreign Office UK/Russel Watkins Da 3 anni il Paese è devastato da scontri tra fazioni. E i rifugiati diventeranno un nostro problema Tra le troppe guerre aperte (oltre 50), forse una delle più sanguinose è quella in Sudan, dove il conflitto civile è iniziato nell'aprile del 2023. Se ne parla solo a tratti.  Sulle vittime i dati sono scarsi perché la guerra è avvolta dal silenzio e dal disinteresse: è raro che giornalisti indipendenti od operatori umanitari abbiano accesso alle aree degli scontri. Si parla di circa 30 mila morti in combattimento e di 150 mila per fame e malattie. Secondo gli esperti, tuttavia, oltre 5 milioni di sudanesi sono a rischio.  La guerra è esplosa tra i due alleati del golpe del 2021: l'esercito ufficiale (Saf, Sudanese Armed Forces) e le Forze rapide di supporto (Rsf), milizia paramilitare usata per combattere i ribelli del Darfur. I due gruppi si sono divisi per ragioni economiche (il c...

La Settimana Santa ci richiama alla compassione. Dall'Ucraina al Libano e all'intero Medio Oriente, non possiamo abituarci al grande dolore delle guerre

Siamo in tempi difficili. Talvolta spaesati e disorientati. Non si vede come le guerre in corso - basta pensare all'Ucraina o alla situazione infiammata in Medio Oriente - approdino a una tregua o alla pace. Ma siamo nella Settimana Santa, in cui la memoria della Passione di Gesù ci spinge a pensare al suo grande amore e alle croci di tanti uomini e donne.   Il piccolo Libano, paese di convivenza (non sempre facile) tra cristiani e musulmani, con meno di sei milioni di abitanti, accoglie due milioni di profughi spinti dal Sud del Paese verso il Centro e il Nord. Una situazione dolorosa e di estremo bisogno.  Non si dimentichi che il Libano ospita dal 1949 mezzo milione di rifugiati palestinesi e da qualche anno due milioni di siriani che hanno lasciato la Siria per la guerra civile. E noi ci lamentiamo di qualche rifugiato!  La Passione e la Croce di Gesù ci chiamano a stare vicini a chi soffre: accanto a noi e in terre lontane. È la scelta di Maria, delle donne, del dis...