Il ritorno della guerra fredda

Sembra di essere tornati agli anni in cui l`impero sovietico e quello Usa si sfidavano. Ma il mondo non è più diviso in due.
Un edioriale di Andrea Riccardi su Famiglia Cristiana


Siamo di nuovo in una stagione di Guerra fredda? Un ex colonnello dei servizi segreti di Mosca ora residente in Gran Bretagna, Sergei Skripal, che aveva venduto informazioni agli inglesi, è stato avvelenato assieme alla figlia con il gas nervino. Sarebbe una vendetta dei russi. La risposta di Londra non si è fatta aspettare: l`espulsione di 23 diplomatici russill Cremlino, per ritorsione, ha cacciato 23 diplomatici britannici. Due giorni dopo la decisione, si sono tenute le elezioni per la presidenza della Federazione russa: Putin è stato confermato in modo plebiscitario (e non si è lontani dal vero, dicendo che il clima di tensione ha favorito in parte il suo risultato). Stati Uniti ed Europa hanno seguito la politica britannica verso la Russia. L`ambasciatore dell`Unione è stato ritirato da Mosca. Francia, Germania, Polonia e Canada hanno espulso quattro diplomatici per Paese; tre, la Lituania e la Repubblica ceca; due l'Italia, la Spagna, l'Albania, la Danimarca e l`Olanda. Romania, Croazia, Norvegia, Estonia, Lettonia, Finlandia, Svezia hanno cacciato un diplomatico russo. L'Ucraina (non si dimentichi la guerra aperta nell'Est del Paese) ne ha rinviati ben tredici. Gli Stati Uniti, nonostante Trump sia accusato di remissività verso Putin, ne hanno allontanati sessanta. A sua volta la Russia ha risposto con l'espulsione di 150 diplomatici occidentali. Un vero clima da guerra fredda. Gli europei non hanno voluto essere divisi sulla sicurezza e hanno colto l`occasione per ricompattare l`Occidente, anche se la Gran Bretagna della premier May sta abbandonando l`Unione. Il presidente francese Macron e la cancelliere Merkel sperano anche che un Occidente più unito potrà moderare Trump (specie dopo le nomine dei falchi Bolton e Pompeo in posti chiave dell`amministrazione) sulla questione dell`accordo sul nucleare iraniano. Rispetto ai tempi della Guerra fredda, ci sono tante diversità. Manca vistosamente all`appello occidentale la Turchia di Erdogan, che ha il secondo esercito della Nato, ma ormai gioca una politica propria in Medio Oriente e con la Russia. Riguardo agli schieramenti di prima dell"89, c`è da notare la solidarietà con l`Oc- cidente da parte dei Paesi europei dell`Est, compresa l`Ucraina, un tempo comunisti. Tanto è cambiato dalla Guerra fredda, anche se alcuni scenari sono simili. Oggi il mondo non è più sotto il controllo di due grandi imperi, ma multipolare e imprevedibile. Forse per questo le crisi sono più pericolose. I giganti asiatici sono protagonisti decisivi; tanti Paesi giocano per conto loro secondo l'interesse nazionale.
Non si deve avere nostalgia della Guerra fredda, ma ci sono nuovi pericoli. Il linguaggio aggressivo della diplomazia internazionale, le scelte unilaterali di alcuni Paesi, l`incapacità - come in Siria - a chiudere i conflitti con un`intesa e tante incognite spingono alla cautela. L`orizzonte è pesante. E, con gli attuali armamenti, non si scherza con le guerre.

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