Passa ai contenuti principali

La funzione sociale della Chiesa non è ancora stata compresa

Pena di morte: stop alla barbarie. Da 2000 città un segno forte per l'abolizione

Il Colosseo illuminato per dire No alla pena di morte

Editoriale di Andrea Riccardi su Famiglia Cristiana:

Da 2 mila città un segnale forte per l'abolizione

Il 30 novembre più di duemila città nel mondo hanno lanciato un segnale forte per l'abolizione della pena di morte. A Roma si è illuminato il Colosseo. Si ricorda il 30 novembre del 1786, quando il Granducato di Toscana fu il primo Stato a cancellarne l'esistenza legale. Sono passati più di due secoli, ma la pena capitale resta in troppi Stati. In questi giorni difficili, talvolta la si evoca quale misura antiterroristica, dimenticando che proprio la morte suggella le ideologie del terrore. Da 14 anni, la Comunità di Sant'Egidio anima, in tutto il mondo, il movimento "Cities for Life". 
Non si può amare e difendere la vita, se si consente l'esecuzione capitale: è il pensiero di Sant'Egidio, condiviso da tanti uomini e donne di varie religioni o umanisti. 
 Quanti errori giudiziari irreversibili! Ben 151 condannati sono stati rilasciati perché scoperti innocenti. L'arcivescovo Tutu ha affermato: «L'errore non si può mai riparare». Abbiamo conosciuto uomini e donne uccisi, nonostante si fossero emendati. Nel 2012, negli Usa, l'esecuzione è avvenuta in media dopo quasi 6 mila giorni dalla condanna, drammaticamente vissuti tra la speranza e la quasi certezza della morte.
L'Europa è stata alla testa del movimento abolizionista, mostrandosi capace, negli ultimi quindici anni, di cambiare la politica e la mentalità dei popoli, in una grande acquisizione di civiltà. Ne fa la storia un bel libro di Mario Marazziti, LIFE, edito da Francesco Mondadorí, in cui sí racconta la lotta contro la pena di morte a mani nude, con poveri mezzi ma forza di convinzioni.
È un testo prezioso d'impegno civile e di diplomazia "popolare" che narra l'affermazione dell'umanesimo in un tempo segnato dalla crescita della violenza. Il libro mostra come il mondo può cambiare. Persino mondi religiosi chiusi all'idea abolizionista cominciano a interrogarsi. La pena di morte è una vendetta legale, considerata ancora oggi ovvia in diverse nazioni. Quattro Paesi, nel 2013, hanno persino eseguito la condanna in pubblico, come fatto esemplare. Senza esecuzioni, sembra che l'ordine sociale non regga. Lo si diceva della schiavitù: senza di essa l`economia sarebbe crollata. Si è visto il contrario. La condanna a morte invece riconosce il valore della violenza. Mi chiedo se, nell'anno del Giubileo della misericordia, non si debba chiedere almeno una moratoria delle esecuzioni da parte degli Stati, per salvare vite umane e offrire alla politica di prendere decisioni innovative a riguardo.
 Papa Francesco, a Washington, ha parlato con grande chiarezza contro la condanna a morte. Ora tocca a tutti chiedere che il Giubileo della misericordia possa liberare il mondo da questa pratica odiosa.
DATI I Paesi che mantengono la pena di morte sono 58.
Nel 2014 Amnesty International ha registrato 607 esecuzioni in 22 Paesi e 2.466 nuove condanne (+28% sul 2013).
Il dato non comprende però la Cina, dove sull'argomento vige il segreto di Stato.

Commenti

Post popolari in questo blog

La crisi in Giordania: a rischio un'oasi di pace nel caos del Medio Oriente

Il regno di Abdallah confina con Israele, Siria, Arabia Saudita e Iraq e ospita un altissimo numero di rifugiati Tutto è complicato e in movimento in Medio Oriente: le crisi si susseguono. Un solo Paese è stabile: la Giordania, su cui regnano gli hashemiti, famiglia che discende dal profeta Maometto. Ora il re Abdallah è stato scosso da una congiura, che coinvolge il fratellastro, principe Hamzah (un tempo erede al trono, che poi ha dovuto lasciare il posto al figlio di Abdallah). Il re ha assicurato che la situazione è sotto controllo e Hamzah ha dichiarato fedeltà al sovrano.  È una faida da famiglia reale, forse un po' più significativa di quella dei Windsor, con le rivelazioni del principe Harry e della moglie Meghan. Si gioca la stabilità di uno Stato al confine di Israele, Siria, Arabia Saudita e Iraq, che si affaccia sul Mar Rosso con il porto di Aqaba.  C'è stato un grande allarme internazionale. Il presidente Biden ha telefonato al re per sostenerlo. La crisi sembra r

La "forza debole" della preghiera può spostare le montagne

Il cardinale Matteo Maria Zuppi con il presidente Joe Biden Il cardinale Zuppi è stato a Washington dal 17 al 19 luglio dove ha incontrato anche il presidente Biden . Nel lungo e cordiale incontro, il cardinale gli ha consegnato una lettera di Francesco e gli ha manifestato "il dolore del Papa per la sofferenza causata dalla guerra". La sofferenza della guerra è stata al centro del colloquio. L'inviato del Papa si è chiesto come alleviarla. Le questioni umanitarie sono state un tema rilevante nelle conversazioni perché la Santa Sede è molto impegnata su di esse. Il colloquio ha toccato gli sviluppi del conflitto, iniziato un anno e mezzo fa con l'attacco russo. La Santa Sede, come ha già manifestato il card. Zuppi sia a Kyiv che a Mosca, è preoccupata per il suo prolungarsi. Nel viaggio a Kyiv il cardinale aveva constatato le condizioni di vita del popolo ucraino. A sua volta l'elemosiniere del papa, il card. Krajewski, si è recato più volte in Ucraina, anche in r

La Chiesa non si deve rassegnare a un paese fatto di "sonnambuli": dalla sua storia e dal suo vissuto emergono energie di fede e speranza che fanno bene a tutti, vecchi e nuovi italiani

Migranti latinoamericani a messa dal Papa Sono "sonnambuli" gli italiani secondo il rapporto del Censis. Ma una comunità con meno fedeli ha energie di fede In che mondo gli italiani vivono la loro fede? Il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, la  57a edizione di un'analisi che ha accompagnato la storia italiana, ci aiuta - grazie alle intuizioni di Giuseppe De Rita - a guardare alle dinamiche del presente e del futuro. Non si può pensare alla fede fuori dalla realtà umana degli italiani. Tante volte l'idea di cambiare la Chiesa viene declinata in maniera interna e autoreferenziale. Gli italiani, oggi, non sono quelli che vissero il Vaticano II o le crisi vitali degli anni Sessanta-Settanta. Non sono il Paese "forte", che resistette al terrorismo, in cui il cattolicesimo era una componente decisiva.  Oggi - dice il rapporto - l'Italia è un Paese di "sonnambuli": «il portato antropologico della difficile transizione dalla grammat