L'incontro di mons. Gallagher con Lavrov il 25 Agosto - Foto da Segreteria di Stato della Santa Sede La Chiesa si oppone a vedere la guerra come unico strumento di risoluzione delle controversie Monsignor Gallagher, "ministro degli esteri" della Santa Sede, si è recato a Mosca, dopo una visita a Kyiv e un incontro con i dirigenti ucraini. Nella capitale russa ha avuto un colloquio con il suo omologo russo Sergej Lavrov e con il consigliere del presidente Putin per le questioni internazionali, Jurij Usakov. Dopo la conversazione con Lavrov, il diplomatico vaticano ha dichiarato: «Nonostante persistano differenze rilevanti e sostanziali nelle nostre valutazioni su alcune questioni, sono emersi anche numerosi e importanti punti di convergenza». Le divergenze riguardano probabilmente la guerra in Ucraina. Eppure, il Vaticano e Mosca continueranno a parlare. Il messaggio è chiaro: bisogna investire sul dialogo e la diplomazia, in un mondo in cui tanti canali di comunicazi...
Nei conflitti di oggi nessuno vince e così tutti perdiamo. Hormuz, Ucraina, Medio Oriente: lo stallo da un punto di vista militare non apre al dialogo
Lo stretto di Hormuz - da WikimediaCommons La guerra nello Stretto di Hormuz è in una situazione di stallo. Nessuno può cantare vittoria: né Stati Uniti, né Iran, né altri. Quella che voleva essere una guerra preventiva non ha dato i risultati sperati. Lo stretto è chiuso dai due lati con l'intento dichiarato di reciproco soffocamento, bloccando filiere commerciali. Le conseguenze economiche ricadono su tanti Paesi del mondo. Gli Stati Uniti affrontano un nemico più resiliente del previsto, non solo per capacità militari ma soprattutto perché provvisto di una élite dirigente coesa, capace di utilizzare le leve del patriottismo storico e religioso persiano. La decapitazione del ceto dirigente sciita con l'uccisione della guida suprema Ali Khamenei ha favorito l'emersione del gruppo legato ai Guardiani della rivoluzione, che aveva già il controllo delle risorse del Paese e dei vari corpi armati rivoluzionari. Sono loro che portano avanti la repressione contro giovani, donn...