giovedì 16 febbraio 2017

L'iniziativa del Marocco: qualcosa si muove nel mondo dell'Islam

L'Islam, afferma Andrea Riccardi in questo editoriale su Famiglia Cristiana,  non è monolitico, ma un universo religioso frastagliato e complesso, come dimostra le recente norma approvata in Marocco, dove, sotto impulso del re, è stata abolita la pena di morte per chi pratica l'apostasia, ovvero rinnega la religione islamica. Un passo avanti verso la libertà di coscienza.
Un manifesto dedicato al re del Marocco Muhammad VI a Rabat.
Una domanda viene spesso riproposta: è pericoloso vivere con i musulmani? Non è solo una questione geopolitica. Riguarda le famiglie che vedono i loro bambini a scuola con quelli musulmani. Si chiedono: come sarà il domani con loro? Ci saranno terroristi o radicalizzati tra di loro? Il terrorismo islamista preoccupa assai. Molti si chiedono: l'islam è una religione violenta che spinge i suoi fedeli allo scontro, come un fatto dettato dai suoi cromosomi? Non bisogna allora evitare che i musulmani entrino in Europa, come cerca di fare Trump in America? A guardare lo scenario internazionale, poi, sembra che l'islam (o almeno una parte) abbia lanciato una sfida all'Europa, all'Occidente e ai cristiani. Spesso l'islam è rappresentato come un unico blocco dal Marocco all'Indonesia con propaggini ovunque, guidato da un'irriducibile contrapposizione al cristianesimo e alla libertà dell'Occidente. Se così è, che fare? Uno scontro? Una crociata? La guerra? Crescono la paura e la diffidenza. Alcuni partiti, su questi sentimenti, fondano parte del loro consenso elettorale. Ma la realtà musulmana è più articolata. L'islam è diviso. Non è un blocco. È percorso da un conflitto tra la maggioranza sunnita e la minoranza sciita. Ogni Paese, poi, ha la sua storia e i suoi interessi. Storia, cultura, politica, sviluppo rendono i Paesi musulmani diversi tra loro e al loro interno ci sono tante differenze. Recentemente, in Marocco, il consiglio superiore degli ulema, sotto impulso del re, ha reinterpretato la "ridda" (cioè l'apostasia dall'islam): era punita con la pena di morte, perché assimilata all'alto tradimento. Ora non lo è più. È divenuto possibile praticare la libertà di coscienza in Marocco, anche lasciando l'islam. La libertà di coscienza era finora riconosciuta nel mondo musulmano solo dalla Costituzione tunisina del 2014. Non voglio scendere nei dettagli di questa nuova interpretazione, ma sottolineare come qualcosa si muova nel mondo musulmano e non solo in senso negativo. Certo gli altri Paesi arabi puniscono ancora severamente l'abbandono dell'islam. Ovunque però, come in tutte le religioni, qualche frangia sceglie altri percorsi spirituali. Anche l'islam vive nel mondo globale. E i musulmani cambiano, specie con l'emigrazione a contatto con l'Occidente.

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