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Brexit: quell'uscita britannica che mette tristezza


Il divorzio tra Regno Unito ed Europa rivela tutta la fragilità di uno Stato fuori dall'Unione.

Se il Parlamento britannico (dopo una fase convulsa) approverà entro il 21 gennaio prossimo il divorzio dall'Unione alle condizioni negoziate dalla premier Theresa May, l'uscita del Regno Unito dall'Europa sarà realtà. In caso contrario, si prospetteranno vari scenari, tra cui la fine del Governo May, nuove elezioni e magari un altro referendum.
Ormai Brexit è piuttosto sicura nel 2019. Scatterà la notte del 29 marzo, se i britannici non chiederanno un rinvio ulteriore. Al di là del dibattito degli ultimi mesi, bisogna dire che ci dispiace la fine di questa storia comune. Era cominciata nel 1972 con la Comunità economica europea, anche se spesso accompagnata da difficoltà per la particolare identità del Regno Unito, il suo carattere "insulare", i rapporti con il Commonwealth che raccoglie le sue ex colonie, la relazione speciale con gli Stati Uniti e anche l'antieuropeismo di molti conservatori.
Nonostante questo, nel 1992, Londra aveva firmato il trattato di Maastricht, all'origine dell'Unione europea. Quarantacinque anni di storia comune non si cancellano in un giorno. E si sente. Del resto, nel Novecento, il Regno Unito ha avuto un ruolo decisivo nel Vecchio Continente. Le forze armate britanniche sono state determinanti in Europa nella resistenza a Hitler e nella liberazione dai nazisti. Il sacrificio di tanti soldati inglesi ha permesso la democrazia in Europa occidentale dopo il 1945.
Nel 1946 fu proprio il premier della vittoria, Winston Churchill, a lanciare a Zurigo l'idea degli Stati Uniti d'Europa. Nel 1948 presiedette all`Aia un grande congresso europeo che portò alla creazione, un anno dopo, del Consiglio d`Europa. Tanta storia e tanti legami nel presente uniscono Gran Bretagna ed Europa. Londra e l'intero Paese hanno esercitato una grande attrazione sugli italiani e gli europei, specie giovani. Si stima che circa 700 mila italiani - di cui solo 315 mila registrati - vivano nel Regno Unito. Brexit crea loro numerose difficoltà. Come affronteranno il loro futuro dopo il divorzio? Brexit mette in crisi un importante ponte di pace: la frontiera tra l'Irlanda del Nord (parte dell'Uk) e la Repubblica irlandese, che era caduta con l`Unione. E l'Irlanda del Nord aveva vissuto tre pesanti decenni di guerra civile tra protestanti e cattolici fino alla pace del 1998, all'origine di una stagione di prosperità, grazie anche ai rapporti economici con il Sud.
L'attuale accordo britannico con l'Ue prevede che, temporaneamente, la frontiera tra le due "Irlande" resti aperta e si mantenga l'unione doganale e il mercato comune con Irlanda e Europa. Gli antieuropeisti lo considerano un modo di legare il Regno Unito all`Unione. Brexit smonta dolorosamente la costruzione di tanti anni, mentre ci si chiede se non aprirà un periodo duro per l'economia inglese. Intanto gli europei restano più soli.
Ma quale sarà il futuro dei Paesi che si separano dagli altri? La storia di Brexit mostra la fragilità di uno Stato fuori dall`Unione, fosse pure la Gran Bretagna, nel grande mondo della globalizzazione.

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