giovedì 29 gennaio 2015

Dialogo tra cristiani, fattore di pace: "Chiese sorelle, popoli fratelli"

L'unità tra i cristiani e la pace sono intimamente legati. E' quanto afferma Andrea Riccardi nell'editoriale per "Famiglia Cristiana" del 1 febbraio 2015.  
Un testo che colloca la questione ecumenica di fronte alla storia, ai conflitti e alle divisioni che si sono andate sviluppando nel nostro tempo. E' nei varchi delle divisioni tra i cristiani, secondo Riccardi, che si insinua il grande male della guerra.

I morti in Ucraina sono figli delle divisioni tra le confessioni.

Si è conclusa la Settimana di preghiera per l`unità dei cristiani. I cristiani di diverse confessioni hanno pregato insieme, perché finisca la divisione. In mezzo secolo molto è cambiato tra cristiani che prima si ignoravano o si combattevano. Sembra che molto altro non si possa fare. Il dialogo teologico tra le Chiese procede, seppure lentamente. Ma non è questione ecclesiastica, tocca in profondità la vita dei popoli. Proprio mentre si celebrava la Settimana dell`unità dei cristiani, è ripreso il conflitto in Ucraina orientale tra l`esercito di Kiev e le milizie delle regioni filorusse. A Mariupol, città di mezzo milione di abitanti nella regione ucraina del Donetsk, si sono riaccesi i combattimenti con colpi d`artiglieria su un mercato: morti, anziani e minorenni uccisi, tra cui un bambino di cinque anni. Questo è un conflitto tra popoli che si dicono cristiani. Manifesta l`impotenza dei credenti di fronte alla guerra. Non è uno scandalo nel senso evangelico della parola? I cristiani si combattono: gli ucraini di Kiev e gli ucraini filorussi, secondati dalla Russia. Ma questi popoli - secondo la tradizione - nascono dallo stesso battesimo. Sono divenuti cristiani con il battesimo della Rus` nel 988. Alla fine del primo millennio, dopo la conversione, il principe Vladimir fece battezzare la gente di Kiev sul fiume Dnepr. Così cominciò il cristianesimo russo-ucraino, innestandosi sulla tradizione orientale di Costantinopoli (che chiamiamo ortodossa). Nella Russia e nell`Ucraina di oggi, il Patriarcato ortodosso di Mosca è la Chiesa maggioritaria. Ci sono altre Chiese ortodosse ucraine. Infine, ci sono i cattolici ucraini che si sono uniti a Roma, conservando però lo stesso rito e la stessa tradizione. Ci sono differenze. Ma tutti sono cristiani, figli di una stessa tradizione, e pregano con la stessa liturgia. Eppure le Chiese non riescono a indicare una via di pace al di là delle prospettive nazionali e nazionaliste. Aveva ragione papa Francesco quando, domenica scorsa, alludendo alla divisione tra i cristiani ha detto: «Il diavolo è il padre delle divisioni». La divisione dei cristiani fa il gioco del "diavolo`; signore della guerra. Diceva Atenagora, patriarca di Costantinopoli: «Chiese sorelle, popoli fratelli». L`unità dei cristiani e la pace sono intimamente legate. E, nei varchi delle divisioni tra cristiani, si insinua il grande male della guerra.

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