martedì 29 ottobre 2013

Andrea Riccardi a Frosinone per presentare il suo libro su Papa Francesco

Da "La Provincia" quotidiano

francesco-riccardiAndrea Riccardi torna a Frosinone. E stavolta non nelle vesti di uomo politico. L’ex ministro per la cooperazione internazionale – e fondatore della Comunità di Sant’Egidio – sarà mercoledì pomeriggio nel capoluogo per presentare il suo ultimo libro, ‘La sorpresa di Papa Francesco – Crisi e futuro della Chiesa’.
L’appuntamento è alle 18 presso l’auditorium diocesano di San Paolo Apostolo e ad introdurre l’ospite e il libro sarà il vescovo della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, mons. Ambrogio Spreafico.
Poche righe per introdurre il libro. «La sera del 13 marzo 2013 su una Chiesa in grave crisi, su un mondo cattolico ancora scosso dalle dimissioni di Benedetto XVI, si leva improvvisa “una ventata di freschezza umana ed evangelica”. Dalla loggia centrale di San Pietro si affaccia un papa inatteso: il cardinale Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires.
Il suo pontificato si annuncia fortemente innovatore fin dal nome di Francesco, che nessun predecessore, in duemila anni, aveva mai scelto. Le sue parole e i suoi gesti semplici conquistano subito credenti e non credenti. Non si presenta come il capo di un’istituzione gerarchica, ma come un vescovo che vuole camminare con il suo popolo. Da allora continuano a crescere, giorno dopo giorno, l’entusiasmo e la speranza intorno alla sua persona.
Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, riflette sui primi mesi di pontificato e sulle sue prospettive. Francesco, attraverso il riferimento al Concilio, raccoglie il testimone da Benedetto XVI e porta in dote la sua intensa esperienza di vescovo della ”terza Chiesa”, di uomo del Sud del mondo, immerso nella complessa realtà di una metropoli latinoamericana, a contatto quotidiano con i più bisognosi.
“Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”: una frase che esprime meglio di qualsiasi documento il programma del nuovo papa. Bergoglio incarna, fin dai tempi del suo ministero in Argentina, una Chiesa assetata di giustizia, coinvolta nelle “periferie dell’esistenza”».

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