giovedì 18 aprile 2013

"Umanesimo Spirituale": una grande introduzione alla spiritualità

Una recensione di "Umanesimo Spirituale" su "Conquiste del Lavoro".
Un dialogo tra Atenagora e Olivier Clement pubblicato dalle edizioni San Paolo

di MAURIZIO SCHOEPFLIN

II libro "Umanesimo spirituale" nasce dal dialogo fra due personalità particolarmente ricche e significative e per comprenderne il valore più autentico è necessario soffermarci, seppur brevemente, a illustrare la loro identità. Atenagora è stato una delle grandi figure spirituali del XX secolo: vissuto tra il 1886 e il 1972, divenne Patriarca di Costantinopoli nel 1948, imponendosi come un uomo di elevatissimo spessore religioso e culturale; celebre è rimasto il suo incontro con il Pontefice Paolo VI a Gerusalemme, nel 1964: il loro abbraccio fraterno inaugurò un`epoca nuova nel dialogo tra le Chiese cristiane. Olivier Clemént (1921-2009), nato in un ambiente laico, si convertì al cristianesimo ortodosso, diventando un ottimo conoscitore della cultura e delle tradizioni dell`antico cristianesimo e impegnandosi poi per tutta la vita nel favorire l`avvicinamento tra le varie confessioni cristiane e il dialogo fra le religioni e le culture. Scrive Andrea Riccardi nell`Introduzione: "Questo libro di dialoghi, non breve, ma mai noioso e oscuro, resta un grande classico della spiritualità cristiana del XX secolo. "Umanesimo Spirituale" è una grande introduzione alla spiritualità e alle problematiche religiose e umanistiche del nostro tempo". In effetti, l`opera, che pur risale a più di quarant`anni fa, conserva un notevole fascino e bene hanno fatto le Edizioni San Paolo a proporla all`attenzione dei lettori italiani di oggi. Il libro trova origine in numerose lunghe conversazioni che intercorsero a Istanbul, nel 1968, tra il Patriarca e il giovane teologo, i quali, pur avendo alle spalle storie e culture assai diverse, si trovarono profondamente accomunati dalla medesima fede ortodossa. Clément è molto bravo nel saper ascoltare il saggio monaco divenuto Patriarca, mentre "Atenagora - afferma ancora Riccardi - parla della sua storia per far parlare qualcosa che crede essere più grande di lui: la sapienza cristiana e un universalismo cristiano e umano che, a suo parere, è necessario nei tempi nuovi". Dopo aver visto per la prima volta il suo interlocutore, Clément annota: "Il volto-icona di Atenagora testimonia di una vecchiaia intrisa di saggezza ... Egli è l`archetipo del vecchio saggio, che mostra come il compimento dell`esistenza si realizzi nel suo superamento, e che in fondo a tutto non vi è il nulla ma l`amore". In lui si saldarono in modo stupefacente una solida fedeltà alla tradizione e una coraggiosa apertura verso il nuovo, soprattutto verso un futuro che vedesse unite le Chiese: "Questo grande patriarca - scrive ancora Clément-, d`una bellezza imperiale ma tutta interiorizzata, ultima incarnazione, fino a oggi, della Bisanzio spirituale, è stato il visionario e il profeta dell`unità". Atenagora è stato un sicuro punto di riferimento spirituale non a motivo del suo potere, che, in realtà, era assai poco, ma grazie a una fede forte e coerente: il suo cristianesimo - sostiene Riccardi - "si propone come qualcosa di fresco e attuale. Ci sono in "Umanesimo spirituale" pagine di rara intensità e profondità in cui si coglie il frutto maturo, non tanto di un pensiero, ma di un cristianesimo vissuto che diviene vera scienza di vita".

Atenagora con Olivier Clément
Umanesimo spirituale. Dialoghi tra oriente
e occidente, 

a cura di Andrea Riccardi, 
San Paolo, Cinisello
Balsamo (Mi), 2013, 

pp. 670,
euro 35,00

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