lunedì 19 giugno 2017

Voto in Gran Bretagna: l'azzardo della May complica la Brexit

La premier conservatrice ora può contare solo su una maggioranza fragile, proprio mentre deve trattare con l`Europa. scrive   Andrea Riccardi in un editoriale su Famiglia Cristiana del 18 giugno 2017

Theresa May ha ottenuto dalla regina Elisabetta l'incarico di formare il nuovo Governo dopo le elezioni del 9 giugno scorso. Tuttavia non è risultata vincitrice. La Camera dei Comuni non ha più una maggioranza certa, come l'avevano i conservatori prima del voto. La premier è costretta a un Governo di coalizione con i protestanti nordirlandesi del Dup (provenienti dai paramilitari che lottarono contro l'Ira e i nazionalisti cattolici fino agli "accordi del Venerdì Santo" del 1998).
Il Dup porta alla May i dieci seggi di cui ha bisogno per raggiungere la maggioranza. La carta giocata dalla premier con lo scioglimento del Parlamento si è rivelata un azzardo, nonostante dopo l'attentato terroristico a Londra si fosse presentata come l'unico leader in grado di garantire la sicurezza. L'affermazione dei laburisti di Jeremy Corbyn (considerato da vari osservatori un leader inadeguato e troppo collocato a sinistra) è stata sorprendente: se avessero avuto 2.227 voti in più, in alcuni collegi dove hanno vinto i conservatori di stretta misura avrebbero conseguito la maggioranza. Ma questi sono i risultati del sistema britannico, fondato sul collegio uninominale. Le elezioni fotografano un Paese spaccato, specie sulla scelta di uscire dall'Unione europea sancita dal referendum del giugno 2016. Un anno dopo, l'opinione pubblica inglese si mostra incerta sulla decisione. Già Scozia e Irlanda del Nord si sono dette contro l'uscita. E gli indipendentisti dell'Ukip, impegnati per Brexit, che avevano preso quasi quattro milioni di voti, ne hanno incassati solo 600 mila. Anche i nazionalisti scozzesi, favorevoli a un nuovo referendum sull'indipendenza, sono stati ridimensionati. Il Governo May non è solido, sia per l'insofferenza dei conservatori contro la premier, sia per i problemi con il Dup, un alleato difficile, favorevole alla Brexit ma contrario a chiudere il confine con l'Irlanda e a uscire dal mercato comune; inoltre è schierato a difesa del Welfare (ridimensionato dalla May). Forse il Governo non avrà vita lunga. Eppure si trova di fronte al difficile negoziato con l'Unione europea sulla Brexit. L'Unione chiede il pagamento di 100 miliardi, mentre rinvia la conclusione di accordi di libero scambio. Gli ambienti finanziari britannici sono preoccupati. E in tanti pensano che la "storica" scelta britannica di uscire dall'Ue sia stata avventata.

giovedì 15 giugno 2017

A Ozieri il convegno "Il Mediterraneo, i rifugiati, le nostre terre" #15giugno

Oggi a Ozieri e in tutta la diocesi l'appuntamento che  porterà in città importanti esperti per una tavola rotonda sulla questione dell'accoglienza dei migranti.
 Si tratta del convegno diocesano "Il Mediterraneo, i rifugiati e le nostre terre", fortemente voluto dal vescovo monsignor Corrado Melis, e promosso con la collaborazione della Caritas, di Libera Sardegna, del Csv Sardegna Solidale con il patrocinio del Comune di Ozieri.
Relatore principale sarà Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio ed ex ministro per la Cooperazione e l'Integrazione.
Parteciperanno il sindaco di Ozieri Marco Murgia, il prefetto di Sassari Giuseppe Marani, il rettore dell`Università di Sassari Massimo Carpinelli, il referente di Libera Sardegna Gianpiero Farru, il vescovo Corrado Melis mentre il moderatore sarà il giornalista Paolo Matta. L'appuntamento è alle 17.30 nel teatro civico Oriana Fallaci.
L'intervento di Riccardi verterà, nello scenario mediterraneo, sulla situazione geopolitica e la grave crisi umanitaria creatasi con la guerra in Siria, nonché sull'attivazione dei corridoi umanitari per garantire un accesso sicuro e legale per chi fugge dalla guerra. Il dibattito sarà concluso dal vescovo di Ozieri, monsignor Corrado Melis.
Riccardi parteciperà anche all'inaugurazione del Centro di accoglienza "Le Grazie", con cui la diocesi locale dà risposta all'emergenza migranti: dal 2011 infatti la Caritas ozierese ha creato e gestisce il Centro di accoglienza straordinaria (Cas) nell'antico convento delle Benedettine, che ospita 25 profughi. Ora, con l'acquisto di un appartamento adiacente al convento, se ne potranno ospitare altri dieci.
Oggi pomeriggio, dopo i saluti del sindaco di Ozieri e del prefetto di Sassari, seguirà la presentazione della Comunità di Sant'Egidio da parte del presidente, Marco Impagliazzo. 

lunedì 12 giugno 2017

L'Europa tra dubbi e speranze. In video Andrea Riccardi e Mar Lazar


Il 7 giugno, nella sede della Società Dante Alighieri a Roma, si è tenuto un colloquio tra Andrea Riccardi, presidente della Dante e Mar Lazar, docente all'Ècole libre des Sciences politiques e alla Luiss di Roma.
L'argomento: l'Europa tra dubbi e speranze. La politica del neopresidente francese Macron, i problemi legati alla concezione italiana dell'Europa e le prospettive europee negli interventi dei due protagonisti del colloquio, di cui il video offre una sintesi.

giovedì 8 giugno 2017

Merkel Trump: divorzio in vista?

La politica del presidente Trump spinge l'Europa a prendersi le proprie responsabilità rispetto ai temi Africa e immigrazione. Ce ne parla Andrea Riccardi in un editoriale su Famiglia Cristiana dell'11/06/2017

La politica del presidente Usa spinge l'Europa a prendersi la sua parte di responsabilità

Germania e Stati Uniti sono al divorzio? L’atteggiamento di Trump verso la Merkel sembra l’espressione concreta del distacco tra la Casa Bianca e Berlino. Eppure, chi ha partecipato al G7 di Taormina assicura che i rapporti personali tra i due non sono così cattivi, nonostante l’evidente differenza di carattere.

Due temi, in particolare, rappresentano il contenzioso tra Stati Uniti e Germania: il relativo impegno tedesco per le spese della difesa (ma la Germania ospita le più importanti basi americane in Europa); il surplus commerciale tedesco verso gli Usa. Su quest’ultimo aspetto, anche gli europei vorrebbero che Berlino accrescesse la domanda interna per favorire le loro esportazioni. Ma il problema non si riduce solo a questo. C’è l'uscita americana dagli accordi di Parigi sul clima che vede la contrarietà di tutti gli europei. Infine Trump non condivide la posizione tedesca sull'immigrazione. Non si può però archiviare facilmente l'alleanza atlantica, cardine dell'Occidente dalla fine della Seconda guerra mondiale, che ha costituito un solido presidio nella Guerra fredda. C'è poi un debito storico europeo verso i liberatori dal nazifascismo, base di un'amicizia al di là delle politiche contingenti.

Sono avvenuti, però, fatti nuovi. Il mondo è divenuto multipolare. La Cina, con la "Via della seta", investe tanto sui Paesi europei. Il prossimo G20 di Amburgo ospiterà a luglio i Paesi che rappresentano l'80 per cento del Pil globale e due terzi della popolazione mondiale: evidenzierà il ruolo di Russia, Cina, India, Indonesia, Brasile, Sudafrica e altri. In questa sede, Pechino spingerà per promuovere il libero commercio e una globalizzazione più equa. Ad Amburgo Trump rischia l'isolamento, specie sull'ambiente e il commercio. Non si deve però sottovalutare l'imprevedibilità del presidente che, talvolta, si concretizza nella volontà di trovare un accordo con l'interlocutore. L'effetto Trump spinge gli europei a prendersi la loro parte di responsabilità. L'Europa non può essere una realtà fluttuante, ma deve consolidare le sue posizioni con la Germania della Merkel e la Francia di Macron. Non è una posizione antiamericana, ma forse un nuovo modo di essere occidentali e amici degli americani in un mondo multipolare. I Paesi europei dell'Est dovranno anch'essi fare le loro scelte. Non si può sprecare tempo nelle incertezze, perché l'Europa - se unita - ha ancora significative possibilità, anche se gli altri nel mondo crescono. Bisogna mostrare come il Mediterraneo sia un fronte decisivo. Ci vuole una politica verso l'Africa, un "piano Marshall", perché il problema migratorio non si risolve alle frontiere o, ancor peggio, in mare o nel deserto, bensì con una svolta nell'economia e nella tenuta sociale dei Paesi africani. Questa è una priorità europea.


lunedì 5 giugno 2017

Una recensione del libro "La forza disarmata della pace"



Riportiamo la recensione di Stefano Pasta del libro di Andrea Riccardi "La forza disarmata della pace", edito da Jaca Book apparsa su Jesus 6/2017 di

Lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, riflette sulla riabilitazione dello strumento della guerra e l’acquiescenza della coscienza e della politica internazionale a questo fenomeno. Negli ultimi venticinque anni non si è realizzato il sogno della «grande pace», aspirazione dell’89 e della caduta del Muro: non si tratta solo di conflitti guerreggiati, ma anche di conflitti culturali, che prepara­no guerre o almeno muri e pulizie etniche.
Il 2003 ha rappresentato l’autunno dell’impegno per la pace. All’epoca del conflitto contro Saddam Hussein ci fu l’ultima grande mobilitazione dell’opinione pub­blica contro la guerra. Dopo, mentre l’intervento in Iraq innescava un processo distruttivo per l’intera regione, il declino del movimento per la pace tra la gente è avvenuto attraverso un ripiegamento generale dall’orizzonte internazionale a quello locale e quotidiano: ci s’interessa di altre questioni, più vicine alla propria vita e allo scenario nazionale, a come proteggere il pro­prio “mondo” con frontiere e muri. È in questo scenario che Riccardi, mettendo in luce il ruolo delle religioni, sottolinea l’urgenza di trasformare la cultura della pace in una passione condivisa e un appuntamento rilevante nell’educazione delle giovani generazioni.



Andrea Riccardi il 6 giugno all'Associazione Vittorio Bachelet

Nell'ambito del ciclo di incontri promosso dall'Associazione Vittorio Bachelet nell'aula del Plenum del CSM intitolata al Vice Presidente del CSM assassinato dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980,   lo storico Andrea Riccardi terrà, il 6 giugno prossimo una conferenza sul tema "Giustizia e…storia".
Questi incontri - come ha affermato il Presidente dell'Associazione Vittorio Bachelet, il Consigliere Renato Balduzzi - consentiranno, nel corso del 2017 e del 2018, di "mettere a fuoco, nell'ottica pluralista e aperta propria dell'Associazione, i principali temi della giustizia".