giovedì 17 marzo 2016

Le suore di Aden, in Yemen, martiri della carità

Servivano i poveri senza fare differenze religiose
Editoriale di Andrea Riccardi su Famiglia Cristiana


Un settimanale come il nostro deve, nel silenzio generale, dare spazio alla vicenda delle quattro suore di Madre Teresa uccise ad Aden, in Yemen. Papa Francesco ha parlato, in proposito, di "globalizzazione dell`indifferenza". Perché non si è parlato di queste donne al servizio di un`ottantina di anziani, ospitati in una casa di cura? Forse perché non sono italiane o europee (si tratta infatti di tre africane e di un`indiana). Le suore erano amate e rispettate dalla gente. Queste donne sono martiri della carità: servivano i poveri senza badare alle differenze religiose, che oggi sono motivo di guerra nello Yemen: tra gli sciiti che occupano la capitale Sanaa e i sunniti del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi che tengono il porto di Aden.
La guerra si è internazionalizzata: dietro ai contendenti ci sono una coalizione sunnita a guida dell'Arabia Saudita e, dall'altra parte, l'Iran sciita. È un conflitto dimenticato che dal marzo 2015 ha causato almeno 6 mila morti. Le suore di Madre Teresa, con la loro presenza, testimoniavano qualcosa di più grande e forte oltre le divisioni politiche e religiose, servendo l'umanità dei poveri.
Se ci si chinasse sul dolore, si capirebbe l'orrore della violenza. Invece nello Yemen si calpesta il dolore della gente. Le suore di Madre Teresa hanno mischiato il loro sangue con quello di 18 anziani dell`istituto, probabilmente musulmani. I criminali hanno voluto profanare e cancellare un santuario di pace e dialogo. Oggi sembrano aver vinto, ma resta la forza della preghiera di queste donne, testimoniata dall'ultima loro lettera: «Ogni volta che i bombardamenti si fanno pesanti noi ci inginocchiamo davanti al Santissimo esposto, implorando Gesù misericordioso di proteggere noi e i nostri poveri e di concedere pace a questa nazione». 
Le altre suore di Madre Teresa nello Yemen hanno deciso di restare. Il dramma ha però un seguito: un salesiano, l'indiano Tom Uzhunnalil, è stato rapito dall'istituto (dove si era trasferito con le suore, dopo che la sua parrocchia ad Aden è stata bruciata). Padre Tom accompagnava le suore, i pochi cattolici locali e gli immigrati filippini, indiani e di altre nazionalità. Non si hanno notizie di quest'uomo generoso che, con un confratello, aveva deciso di restare. Speriamo che il sangue delle suore sia l'ultimo a essere versato nello Yemen e che padre Tom sia presto rilasciato.

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