giovedì 18 febbraio 2016

Guerra in Siria: in 5 anni 250.000 morti. Gridiamo 'Pace!'

Andrea Riccardi leva di nuovo la sua voce contro la guerra in Siria. Insieme all'editoriale sull'edizione di questa settimana di Famiglia Cristiana, pubblichiamo il video appello, lanciato ieri: Bisogna fare presto. Troppe le vite perse.

Siamo in una stagione in cui ogni limite ai desideri individuali ci fa sentire in un insopportabile stato di impotenza. Ma non ci sentiamo così di fronte alla guerra in Siria. C'è un silenzio assordante. In 5 anni la guerra ha prodotto 250 mila morti. Ne vediamo i risultati, come i tanti rifugiati che premono alla frontiera turca (sigillata), in fuga da Aleppo bombardata (dai russi). I rifugiati approdano in Italia con i barconi o entrano in Europa attraverso i Balcani. Restiamo in un insopportabile stato d`impotenza. Bisogna chiedere a voce alta la pace per la Siria. Si deve pregare con insistenza perché la guerra finisca. Non ho sentito quasi mai, tra le preghiere dei fedeli alle Messe domenicali, un'invocazione per la Siria. Siamo rassegnati? Nemmeno Dio può dare la pace? È vero: si fatica a capire quello che succede. Il fallimento dei negoziati di Ginevra. Poi Monaco: una luce nel buio, ma in parte smentita. Una nuova guerra fredda? Più insanguinata di così! La Russia è in campo con una forza implacabile: colpisce i nemici di Assad (tra cui i ribelli amici dell`Occidente, della Turchia e dell`Arabia Saudita), ma anche le truppe di Daesh e Al Qaeda. Assad e i suoi alleati vogliono arrivare ad Aleppo, prima dell`inizio della tregua, e togliere spazio ai ribelli e a Daesh. Gli Usa, dopo aver negato a lungo un ruolo alla Russia, ora inclinano saggiamente alla trattativa. Non così Turchia e Arabia Saudita, che difendono gli interessi dei sunniti contro gli sciiti e Assad e minacciano un intervento armato. Ci sono poi i curdi siriani che allargano il loro spazio, osteggiati e colpiti dai turchi, ma non da Assad. Nel Sud della Siria si respira un clima un po` più tranquillo. I cristiani fuggono dappertutto. Crisi umanitarie - fame, sete, mancanza di medicine - ovunque.
Spero che la prospettiva di Monaco sia realizzabile. La tregua è per favorire gli aiuti. Nel 2014 avevo lanciato un appello per una tregua attorno ad Aleppo, su cui l`inviato Onu Staffan de Mistura ha lavorato. Ma invano. Allora si credeva stupidamente alla forza delle armi. Bisogna pacificare zona dopo zona, evitare che la gente muoia, che i profughi siano senza aiuti. C`è poi lo scontro con il terrorismo del Daesh, a cui tutti gli Stati si dicono avversi. Per sciogliere una matassa così ingarbugliata e provare a ricomporre la Siria, ci vorranno anni. Intanto la gente non deve morire in guerra. E noi non voltarci dall'altra parte.  

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L'appello è stato pubblicato anche sull'Huffington Post

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