venerdì 21 agosto 2015

La Teologia della prosperità interroga la Chiesa

Andrea Riccardi, nella rubrica "Religioni e civiltà" del "Sette", il settimanale del Corriere della Sera, parla oggi di quella  parte non irrilevante delle numerosissime sette religiose segnata dal concetto secondo il quale la "salvezza" è anche il benessere concreto. 

Una volta, un tassista guatemalteco disse con l`acume tipico della sua gente: «La Chiesa ha scelto i poveri, ma i poveri hanno scelto le sette». È un fenomeno impressionante di cui in Europa ci si rende scarsamente conto. Tanti, soprattutto poveri nel Sud del mondo, partecipano alle comunità neoprotestanti. "Sette" è il nome dispregiativo con cui le si definisce, ma sono una realtà considerevole, dalla crescita impressionante: lungo il Novecento sono divenute mezzo miliardo di persone, neoprotestanti, pentecostali, fuori dalle Chiese tradizionali, cattoliche, ortodosse o evangeliche. Un nuovo cristianesimo. Non un mondo unitario: al suo interno ci sono comunità di risveglio evangelico, movimenti che rispondono al bisogno di riscatto di gente in difficoltà... Una parte non irrilevante di questo universo religioso è segnata dalla teologia della prosperità, per cui la "salvezza" è anche il benessere concreto. La teologia della prosperità insegna che i cristiani hanno diritto al benessere, perché vita materiale e vita spirituale sono connesse. Bisogna aver fede, pregare, convertirsi, donare quello che si ha...
Il progetto della Megachurch
della Chiesa Universale del Regno di Dio in Brasile
Tanti dibattiti ha suscitato in Brasile la Chiesa universale del Regno di Dio. Grande e forte, fondata nel 1977, sta costruendo a San Paolo un enorme tempio, che pretende di avere le misure e la forma di quello di Salomone a Gerusalemme. È oggi la maggiore denominazione pentecostale del Brasile, diffusa in vari Paesi del mondo, un`impresa religiosa con stazioni radio e un canale televisivo. Offerte e decime fanno parte del rapporto con la Chiesa: «Chi dà tutto al Signore, riceve tutto da lui», dice uno slogan. II censimento ufficiale parla di
Mondo variegato La religiosità delle sette sembra corrispondere alla mentalità dei consumatori del mercato globale, mescolando cristianesimo e miracolo come risposta alle attese individuali.
quasi due milioni di fedeli. Ma, secondo i responsabili, sono molti di più. Perché tanti cattolici vi aderiscono? La Chiesa del Regno risponde alle domande dei fedeli, che non si ritrovano nelle comunità tradizionali.

MEGACHURCH. In Uganda, nella capitale Kampala, non lontano dalla cattedrale cattolica, c`è un grande stadio coperto, che ospita in.soo persone: il Miracle Center Cathedral, la cui costruzione è costata sette milioni di dollari. È l`opera del pastore Robert Kayanja, al centro di un vasto movimento, dotato di radio e televisione. Ho visitato l`auditorium, pieno di gente e di preghiere, con forti effetti sonori. Tanti canti e intenzioni di preghiera in questa megachurch. Le ri- chieste riguardano spesso la vita concreta: il successo, il lavoro, la casa, oltre che la salute. L`ambiente appare coinvolgente. Piccole comunità con un clima molto più intenso delle Chiese tradizionali o grandi organizzazioni con forte impatto mediatico sono velocemente cresciute negli ultimi decenni in Africa, America Latina, Asia, negli Stati Uniti. È una religiosità che sembra corrispondere alla mentalità dei consumatori del mercato globale, mescolando cristianesimo e miracolo come risposta alle attese individuali. Un mondo sconosciuto ai più, che bisognerebbe conoscere meglio e che interpella le Chiese della tradizione. Che sia interessante lo mostra la politica in Africa o America Latina: tanti leader guardano oggi con attenzione ai voti e all`influenza delle Chiese della prosperità.

Nessun commento:

Posta un commento