sabato 8 novembre 2014

Laurea Honoris Causa ad Andrea Riccardi all'Università di Catania

Venerdì 14 novembre alle 11, nell'aula magna del Palazzo Centrale, cerimonia di conferimento della laurea specialistica in "Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale"

L'Università di Catania conferirà la laurea specialistica Honoris Causa in "Governo dell’Unione Europea e Politica Internazionale" al fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi.
La cerimonia si svolge venerdì 14 novembre alle 11, nell'aula magna del Palazzo Centrale. Dopo il saluto del rettore Giacomo Pignataro, la lettura della motivazione da parte del direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali di Scienze Politiche, prof. Giuseppe Barone, e della laudatio da parte del prof. Fulvio Attinà, ordinario di Scienza politica, il prof. Andrea Riccardi terrà la sua lectio doctoralis.

Intervista: "Senza i cattolici danni anche ai musulmani"

Andrea Riccardi, storico  della Chiesa; fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ex ministro dell'Immigrazione e co-direttore del progetto su "Il libro nero della condizione dei cristiani nel mondo", perché questo fenomeno avviene adesso?
«Parlare di questa persecuzione è un fenomeno continuo, purtroppo. Lo vediamo con i due cristiani arsi vivi l'altro giorno in Pakistan. È un fenomeno multiplo, con storie diverse, e che compone un panorama mondiale impressionante. E un fenomeno innanzitutto da capire, e che ci lascia attoniti». 
Quello che emerge dall'analisi del volume è il numero dei Paesi coinvolti nelle violazioni della libertà religiosa: ben 81 su 196. Un numero molto alto, quasi la metà dei Paesi nel mondo. Non è dato impressionante?
«Sì, il numero dei Paesi coinvolti è alto, e sono due le risposte a questo aspetto. La prima è che i cristiani vivono in luoghi in larga parte instabili, oppure nel Sud del mondo. E la seconda è che in fondo sono donne e uomini "umani"».
Che cosa intende dire?
«Che con la loro umanità, in modo misterioso ma reale, finiscono per infastidire i poteri, le culture della violenza, i fondamentalismi. E anche i processi di disumanizzazione di tante parti del mondo, penso alle mafie o a quello che accade in Amazzonia. E poi c'è il tema delle minoranze in Medio Oriente, la cui perdita si rivelerà un grande danno per le società musulmane abbandonate a processi totalitari, perché i cristiani sono una garanzia di pluralismo». 
Il Vaticano sostiene che i cristiani rischiano di scomparire da alcune zone calde del mondo, la Siria ad esempio.
«Questo processo dura da decenni. Ma è vero purtroppo che i cristiani oggi stanno letteralmente scomparendo dalla Siria e dall'Iraq. Così come sono scomparsi dalla Turchia. Tutto ciò è un dramma, una trasformazione di ecologia umana in tanti ambienti del mondo».
Poi non c'è solo il Medio Oriente, ma scacchieri emergenti come l'Asia e l'Africa.
«Del Pakistan abbiamo detto. In Africa i cristiani rappresentano una diga contro la violenza, la disumanizzazione, lo sfruttamento. Penso ai missionari rapiti in Centrafrica. Penso all'organizzazione jihadista Boko Haram in Nigeria, laddove uccidere i cristiani fa notizia».
Ma se parliamo di spettacolarizzazione ci sono anche le decapitazioni di occidentali da parte del Califfato islamico.
«A volte si pensa che i fondamentalisti siano dei primitivi che vivono sulle montagne. Mentre invece conducono guerre mediatiche modernissime contro un Occidente indifeso».
Papa Francesco ha deciso di andare, fuori dalle agende già prefissate, a fine mese proprio in Turchia, Paese musulmano al 99 per cento. Dove parlerà davanti a Siria e Iraq. Dicendo cosa, secondo lei?
«Il suo sarà un viaggio ecumenico, ma anche un viaggio di testimonianza per quelle piccolissime comunità cristiane. E sarà un viaggio di dialogo, in un grande Paese musulmano non arabo. Istanbul oggi è una città-mondo, alla periferia dell'Europa e all'inizio del mondo musulmano, dalla quale il Papa potrà rivolgersi a tanti altri universi». 


La Repubblica, 6 novembre 2014