venerdì 23 maggio 2014

“Pace e dialogo”, laurea "honoris causa" a Riccardi

L’Università cattolica d’America conferisce oggi a Washington la “laurea honoris causa” in Humane Letters ad Andrea Riccardi per  il “messaggio universale di pace e di dialogo” da lui diffuso in quanto fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
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Conversazione di Limes con Andrea Riccardi a un anno dall'elezione di Bergoglio: "Francesco è il primo papa della globalizzazione"

Conversazione con Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio. A un anno dall'elezione di Bergoglio, anticipazione da Limes in edicola.  a cura di LUCIO CARACCIOLO e FABRIZIO MARONTA

LIMES Nella concezione del governo ecclesiastico di Francesco, l’Italia sembra occupare un ruolo  marginale. Il rapporto del papa con l’episcopato italiano è freddo, al pari di quello con le nostre  autorità. Roma, storicamente centro del cattolicesimo, rappresenta un impedimento per questo  pontefice? 
RICCARDI Non credo, perché a ben vedere l’Italia è un po’ la sua seconda patria. Bergoglio non ha  viaggiato molto per gli standard odierni degli alti prelati, che ormai sono dei globetrotter. Rispetto  a molti altri paesi, dell’Italia ha però una discreta conoscenza. A partire da quella linguistica: l’uso  pressoché esclusivo dell’italiano, prediletto non solo all’inglese ma persino allo spagnolo, salta  agli occhi. Tuttavia, la sua esperienza del mondo è maturata altrove.

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martedì 6 maggio 2014

Non possiamo respingerli - un editoriale su Famiglia Cristiana

Matteo Renzi ha avuto l’indiscutibile capacità di far valere in sede europea le ragioni della ripresa italiana, perché l’Europa sia una comunità di destino e non una matrigna. Ma c’è un altro grave problema su cui l’Unione deve risvegliarsi: la questione dei rifugiati, un problema che impone di diventare una comunità di destino proiettata nel mondo. Renzi può far lievitare una politica comune, in forza della particolare responsabilità dell’Italia nel Mediterraneo.

Del resto l’Italia non sfugge al suo dovere; anzi compie una supplenza nel vuoto di responsabilità nel Mediterraneo. La Marina militare, con l’operazione Mare Nostrum, fa un’opera ammirevole, soccorrendo i barconi di profughi e salvando tante vite umane. Ma c’è bisogno di una politica europea. L’Italia non deve invocare l’Europa per sfuggire ai suoi impegni. A fronte alta, il Paese ha la responsabilità di chiedere all’Europa un coinvolgimento politico nel Mediterraneo.

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